Sicurezza
Ferì la moglie con la mannaia: non è pazzo
PISTOIA. Nessun elemento è emerso nel corso dell’istrutturia che possa mettere in dubbio che, al momento dell’aggressione, l’imputato fosse, anche solo parzialmente, incapace di intendere e di volere....
PISTOIA. Nessun elemento è emerso nel corso dell’istrutturia che possa mettere in dubbio che, al momento dell’aggressione, l’imputato fosse, anche solo parzialmente, incapace di intendere e di volere.
Con questa motivazione, ieri mattina, al termine della fase dibattimentale del processo per tentato omicidio, il tribunale di Pistoia ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dall’avvocato difensore di Maatallah Loussaief, il 55enne muratore di origini tunisine che il 5 novembre scorso, in un appartamento delle Fornaci, aveva ferito la moglie tunisina di 35 anni a colpi di mannaia, amputandogli il pollice della mano destra (poi riattaccato dai chirurghi) e fratturandogli il cranio.
La donna, da qualche giorno, se ne era andata di casa con il figlioletto trovando ospitalità da un’amica. E quel pomeriggio, come ieri Loussaief, che dei momenti dell’aggressione ha spiegato di non ricordare nulla, ha confermato in aula, lui era andato là per riportarli a casa.
La sentenza è attesa il 25 giugno, al termine della requisitoria del pubblico ministero e delle arringhe del difensore e dell’avvocato di parte civile.
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