Sicurezza
E a Mastromarco nacquero i “CanNibali”
È un avvocato pistoiese l’ultrà dei fan del vincitore del Giro. «Ieri mi ha telefonato per farmi gli auguri»
PISTOIA. All’inizio la tela fu un lenzuolo bianco. Un pezzo di cotone raccattato sul fondo di qualche armadio, a Mastromarco. Odorava ancora di bucato. Fausto Malucchi, avvocato di Pistoia e “ultrà” dello “Squalo” di Messina, ci scrisse sopra “I CanNibali”: un po’ perché richiamava il nome del loro giovanissimo campione e un po’ per il cannibale Eddy Merckx.
Insieme agli altri appassionati di ciclismo, lo portò al Giro della Lunigiana, così che Vincenzo Nibali, allora juniores e campione italiano su strada, potesse vederlo mentre passava in sella alla sua bici. Come a dire “siamo qua per te”: a lui che a 16 anni aveva lasciato la Sicilia per la Toscana a caccia del sogno. Il sogno era correre. Da gregario o da campione. Quelle strade impolverate, innevate, roventi e fangose – sempre troppo ripide o troppo scoscese per chi conosce la fatica della bicicletta e il rischio che si corre a andar giù come proiettili per le discese, dove a contare sono soltanto le traiettorie e il coraggio – i CanNibali non le hanno più abbandonate. Ci si accampano da più di un decennio per veder passare lo Squalo.
Erano lì anche sabato scorso, quando Nibali, in maglia rosa, ha trionfato con le mani ghiacciate per il freddo sulle Tre cime di Lavaredo. Sono rimasti ad aspettare i corridori sotto la bufera, come sulla Marmolada per il Giro d’Italia del 2009. «Cominciavi a salire e che spettacolo… Vedevi una macchia blu vicino al ghiacciaio – racconta Malucchi – Erano il tendone e le bandiere dei CanNibali. Il temporale e il vento avevano fatto saltare ogni collegamento. Così, da lassù, facevamo la telecronaca – spudoratamente di parte – con le poche informazioni che ci arrivavano dal telefono. Qualcuno aveva chiamato i parenti che erano a casa, davanti alla tv, per farsi dire come andava la corsa».
Alla Vuelta spagnola, al Tour francese, al Giro: ci sono sempre stati i supertifosi del fan club Nibali fondato a Mastromarco, dove la maglia rosa ha vissuto per 12 anni, fino al trasferimento, l’anno scorso, in Svizzera, e dove ha corso da juniores e da dilettante con la Gs Mastromarco, guidata da Bruno Malucchi, il babbo di Fausto.
Da lunedì anche lo studio legale Malucchi e Baldi di via della Pappe, a Pistoia, si è tinto di rosa. Per festeggiare il recente trionfo di Nibali, l’avvocato ha vestito la statua all’ingresso dell’ufficio con la maglia del Giro e ha appeso ovunque palloncini e bandiere blu del fan club. «Ieri sera alle dieci e mezza – racconta Malucchi – Vincenzo mi ha chiamato per chiedermi come stava mio padre (che purtroppo in questo periodo ha qualche problema di salute, ndr) e per farmi gli auguri di compleanno. Gli ho detto che il regalo, la vittoria al Giro, era arrivato».
Che lo “Squalo” si sarebbe portato a casa questo Giro era una certezza per l’ultrà dei CanNibali, che è anche legale del campione.
«Ci siamo scambiati messaggi per diverse sere. Era tranquillo. Cauto, molto cauto, ma sicuro di sé. Ne ha “cazzottati” molti in questo Giro. Tra quelli che ha “schiantato” c’è anche Wiggins».
E cauto, fino alla passerella di domenica a Brescia, è stato anche Malucchi. «Il fan club di Pompei, nelle scorse settimane, aveva già preparato la torta per Vincenzo. Stavano festeggiando prima della vittoria – racconta – Io li ho redarguiti. Come dico sempre, ci sono tanti aspiranti CanNibali, ma i veri CanNibali sono un’altra cosa».
Sono soprattutto quelli del lenzuolo, quelli che a Mastromarco hanno accolto Nibali, giovanissimo, come una famiglia. Sono 220 in tutto. «A sentire come andava a scuola – ricorda l’avvocato – c’era mia madre».
Il ciclista ha vissuto a casa del direttore sportivo del Gs Mastromarco, Carlo Franceschi, per molti anni. «Vincenzo ha bisogno di essere pungolato, stimolato, e Carlo, che è un burbero, era perfetto per lui. Di sicuro non lo coccolava. Ancora adesso Vincenzo lo chiama per scambiare qualche opinione».
E adesso ai CanNibali non resta che tentare di replicare i festeggiamenti del 2010, per la vittoria alla Vuelta di Spagna, quando andarono a prendere Nibali all’aeroporto di Firenze con tre pulman carichi di tifosi e gli stesero il tappeto rosso per diversi metri di strada, fino al portone di casa. Il campione arriverà a Lamporecchio nel fine settimana.
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