Sicurezza
L’Asl ai dottori: troppe ricette
L’azienda spara ai zero sui medici di famiglia: sono da record anche le vostre prescrizioni
PISTOIA. Colpa dell’Asl 3 la spesa troppo alta per le medicine? Macché, la responsabilità è dei medici. La direzione dell’azienda sanitaria rispedisce al mittente le accuse formulate su “Il Tirreno” di domenica dal segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Beppino Montalti. E lo fa con una nota stampa diffusa ieri, in cui si inizia ricordando che da anni il dato (molto alto) della spesa farmaceutica aziendale è un aspetto negativo nelle pagelle della Asl 3.
Ma la responsabilità di questa peformance negativa non sarebbe del presunto rifiuto dell’azienda a distribuire direttamente una parte dei medicinali (ad esempio ai malati cronici) come avviene in altre Asl (Montalti citava Prato). «L’azienda – si legge – ha avviato tale modalità di consegna dei farmaci fin dal 2003, affiancandola però alla “distribuzione per conto”, una forma alternativa di consegna effettuata presso le farmacie. E questo per motivazioni di conformazione territoriale e di prossimità a tutto vantaggio del cittadino. Considerate nel loro insieme, le attività con cui l’Asl 3 assicura complessivamente un rilascio diretto dei farmaci (rapportato alla popolazione pesata) è in linea con altre realtà regionali». Insomma, la ricetta proposta dai medici di medicina generale non solo non è stata respinta, ma viene regolarmente applicata dal 2003.
E allora? «Resta fermo – continua la nota – che la spesa pro capite e il numero di ricette sono i più alti in valore della Regione e molto al di sopra della media delle altre aziende sanitarie ed è questo il dato che chiama tutti ad una doverosa presa di coscienza sul corretto utilizzo delle risorse».
In altri termini, l’Asl sottolinea che la spesa record in medicine è direttamente correlata al numero record di ricette. Il problema è dunque nella prescrizione, e ciò «rende indispensabile avviare un deciso monitoraggio dell’appropriatezza della prescrizione in genere e, soprattutto, di eventuali casi di iperprescrizione, del rispetto delle direttive e degli obiettivi regionali su categorie specifiche di prodotti, percorso che non potrà non vedere coinvolti e protagonisti anche i medici di famiglia, i quali – siamo sicuri – non mancheranno di assicurare il proprio apporto ad azioni tese ad assicurare la correttezza della spesa e il minor spreco possibile delle risorse comuni». Sforzo di coinvolgimento che l’azienda afferma di aver compiuto sin dal suo insediamento. «La direzione – recita il comunicato – sin dall’incontro tenutosi coi medici di base presso l’Ordine dei medici il 6 marzo, ha rappresentato la necessità di avviare un percorso di monitoraggio dell’appropriatezza nel consumo dei farmaci».
La nota della direzione sottolinea anche che in occasione della presentazione dei dati del laboratorio Mes dell’istituto Sant’Anna (quelli appunto che “bocciano” l’Asl 3 sul fronte della spesa per medicine) nessuno dell’azienda aveva fatto riferimento ad una «ricerca di responsabilità» da cui invece sembra muovere (secondo la direzione Asl) l’intervento dei medici Fimmg.
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