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Pistoia

Un tripudio per i corridori made in Pistoia

PISTOIA. Uno dei Giri d'Italia più freddi della sua storia ormai ultracentenaria si è concluso con un vero tripudio per il ciclismo made in Pistoia e dintorni, grazie alle vittorie strepitose di...

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PISTOIA. Uno dei Giri d'Italia più freddi della sua storia ormai ultracentenaria si è concluso con un vero tripudio per il ciclismo made in Pistoia e dintorni, grazie alle vittorie strepitose di alcuni ciclisti cresciuti e adottati, dal punto di vista sportivo, dalle nostre zone. Vincenzo "Squalo" Nibali ha comandato in lungo e in largo la Corsa Rosa, dominando in salita, a cronometro e confermandosi atleta di grande valore nelle corse a tappe più importanti, poiché nel suo palmarès già significativo ora - dopo Vuelta e Giro - manca soltanto il trionfo al Tour de France. Il ventottenne ciclista messinese durante queste tre ultime, esaltanti settimane ha mandato in visibilio i suoi tanti tifosi del Fan Club "I Cannibali", giunti in forze a Brescia da Mastromarco e zone limitrofe per festeggiarlo. Accanto a lui non vanno però dimenticati gli altri figli "adottivi" del ciclismo pistoiese che si sono fatti onore al Giro d'Italia 2013 e il primo nome è quello di Giovanni Visconti, altro atleta siciliano giunto in Toscana, prima a Casalguidi e recentemente trasferitosi a Pineta di San Baronto, che ha cancellato con due zampate di gran classe - leggasi le vittorie di tappa sul Galibier e a Vicenza - un anno tribolato infestato dagli incubi peggiori. Altro atleta dagli importanti trascorsi pistoiesi, avendo preso domicilio addirittura a Quarrata per qualche anno, è "Cannonball" Mark Cavendish, numero uno degli sprinter mondiali in attività e razziatore di vittorie (5 in tutto) al Giro 2013. Citazioni doverose spettano pure al "pitone" Luca Scinto, ancora una volta protagonista al Giro con i suoi ragazzi della Vini Fantini-Neri (ha presentato un Santambrogio super) che merita un 10 per come ha commentato e gestito la penosa vicenda di De Luca e al monsummanese Fabio Sabatini, valoroso e instancabile pilota degli sprint di un Elia Viviani spento e ben poco efficace. (s.f.)

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