Sicurezza
Un ritrovo «caldo» per adolescenti con la Pantera nera
Impiegata pistoiese di 51 anni al centro dei festini in una sorta di circolo. Otto indagati, ma solo per piccoli reati
PISTOIA. La loro tranquillità è durata poco più di un anno e mezzo. Poi, in quell'appartamento, tutto è ritornato uguale a prima: grida, musica, rumori continui, incessanti via via di ragazzi e mugolii di natura inconfondibile, a qualunque ora del giorno e della notte. E, come prima del sequestro preventivo da parte del giudice, per i vicini di casa non è stata più vita. Tanto che, a due anni dal precedente provvedimento, l'altra mattina, su richiesta della procura, il gip del tribunale ha emesso un nuovo decreto con cui, ancora una volta, sono stati messi i sigilli a quell'appartamento trasformato dalla proprietaria in una sorta di circolo ricreativo, nonché scuola di vita, per adolescenti irrequieti.
La donna, un'impiegata pistoiese di 51 anni, è stata denunciata a piede libero insieme a sette frequentatori maggiorenni dell’appartamento, che si trova in un palazzo di via Monte Cimone. Per tutti (come per almeno cinque minorenni, per cui procede il tribunale per i minori di Firenze) l’accusa è di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Lo stesso reato per il quale, a dicembre scorso, la donna ha patteggiato la pena davanti al giudice monocratico (se l’è cavata con un’ammenda di qualche centinaio di euro) e per cui è in corso in tribunale un altro procedimento giudiziario.
L’appartamento in questione si trova sottoposto adesso a sequestro preventivo e il giudice ha disposto che all’interno vi possano entrare e permanere soltanto la donna e i suoi due figli minorenni, con divieto assoluto di accesso per qualsiasi persona estranea al nucleo familiare. Nella sua ordinanza il gip Roberto Tredici avverte: in caso di reiterazione di condotte analoghe a quelle che hanno portato al provvedimento, anche per la donna scatterà il divieto di accesso.
Decine le querele sporte dagli esasperati vicini di casa nei confronti di quella donna, impiegata al mattino e, come da lei stessa specificato agli inquirenti, maestra di vita il pomeriggio e la notte. Coordinati dal pm Claudio Curreli, sono stati i carabinieri della sezione di pg della procura e della Stazione di Pistoia a portare avanti le indagini. E hanno accertato che l’appartamento si era trasformato di nuovo in un ritrovo aperto giorno e notte per giovani, minorenni e non, ancor prima che, dopo la sentenza di patteggiamento, il giudice ne disponesse il dissequestro. Il provvedimento era arrivato il 22 gennaio di quest’anno ma il “circolo” aveva riaperto i battenti già alla vigilia del Natale precedente, con tanto di festoso annuncio su facebook dei ragazzi coinvolti: «Vittoria, vittoria», «La pantera nera è tornata», gioivano nei loro post riferendosi alla loro mentore, che così si faceva chiamare sul suo profilo.
I carabinieri si sono serviti anche dell’ausilio dei tecnici dell’Asl per la misurazione dei rumori molesti (gemiti amorosi, versi scurrili, spostamento di sedie, continuo ricorrersi, palloni che rimbalzano...) e di un medico legale che ha certificato i «gravissimi stati di ansia e altre patologie» sorte nei vicini di casa a causa dell’impossibilità di dormire la notte e dei continui soprusi e strafottenti prese in giro subite da parte dei giovani frequentatori dell’appartamento quando si azzardavano a chiedere silenzio o li incontravano per le scale o in cortile.
Nella sua richiesta di sequestro, il pm Curreli spiega come la donna «e gli altri indagati, nonostante i precedenti interventi delle forze di polizia e dell’autorità giudiziaria, non abbiano alcun timore a realizzare i propri comportamenti». E ne sottolinea la «spiccata pericolosità sociale, tale da rendere assai probabile una rischiosa escalation, attraverso la reiterazione di ulteriori comportamenti prepotenti e provocatori». E evidenzia come «sussistano concrete esigenze di tutela dell’incolumità fisica di alcune delle persone offese».
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