Il Tirreno

Pistoia

Il caso Lombardi scuote la sinistra

Rifondazione ricorda che in giunta non c’è un assessore che sia espressione di Prc e di Sel: tutte le deleghe al Pd

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PISTOIA. Per Rifondazione Comunista è legittima «la decisione del Sindaco di revocare le deleghe all’assessore Ginevra Lombardi».

Rc apre la sfilza di commenti sulla cacciata dell’assessore. «Questa decisione sposta però il baricentro politico del governo della città, dove la sinistra presente in Consiglio (Prc e Sel) non è più rappresentata. La riduzione ulteriore del numero degli assessori rischia di compromettere un efficace rapporto con la macchina comunale e amministrativa.

Per Rc quindi la giunta perde l’ala sinistra. «Revocare le deleghe all’assessore Lombardi è una scelta che rientra a pieno fra le prerogative del sindaco – così come da lui stesso ricordato nella nota pubblicata – e che tuttavia non può non avere anche ricadute politiche.

«Se è legittimo, infatti, che Bertinelli abbia deciso di revocare le deleghe a un assessore da lui nominato qualora sia venuto meno un indispensabile rapporto di fiducia e non vi sia stata una valutazione positiva da parte del Sindaco del lavoro svolto, tuttavia è evidente che la ripartizione delle deleghe dell’assessore Lombardi a Belliti e Tuci (entrambi espressione del Partito Democratico, partito di maggioranza relativa e non assoluta) sposta il baricentro politico della coalizione di governo, che vede ora esclusi dalla giunta entrambi i due partiti espressione della sinistra politica.

«In attesa di poter sciogliere questi nodi politici con una discussione approfondita interna alla maggioranza che governa la città – e che sarebbe stato opportuno avesse potuto condividere anche le modalità del rimpasto di giunta – Rifondazione Comunista continuerà a sostenere tutti i provvedimenti presentati dalla giunta in linea con il programma di governo che abbiamo convintamente sostenuto e contribuito a definire.

Per il Pdl l’addio della LOmbardi significa tre cose «La prima riguarda Rifondazione chiede spazio a sinistra e dice che la questione andrà affrontata nell'ambito della (sola) maggioranza... come se l'assessore Lombardi non svolgesse le sue funzioni per tutta la città e non si confrontasse con tutto il Consiglio.

« La seconda, viene cacciato l'assessore che più di altri aveva argomentato il proprio dissenso rispetto alla scelta della centrale Repower. Solo una coincidenza? -

«La terza, il Sindaco che parla di “progressivo indebolirsi di quel sentimento di pieno affidamento reciproco necessario per una fruttuosa collaborazione amministrativa” non spiega la sostanza politica dei problemi. La rottura di un rapporto fiduciario ha sempre uno o più elementi scatenanti; vorremmo sapere nello specifico quali per consentire a tutta la cittadinanza una consapevole e pubblica valutazione.

«Bertinelli invece, pur nella legittimità dell’atto, decide in solitudine e mette tutti di fronte al fatto compiuto. Ora ci aspettiamo che non sia esautorato il ruolo del Consiglio comunale, che dovrà invece affrontare il tema del riassetto della giunta e del proseguo della consiliatura in un vero e proprio dibattito in cui tutte le forze politiche».

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