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Ecco le foto: inceneritore assediato da dune di ceneri
Nel 1986 un cittadino montalese immortalò i cumuli di scarti poi interrati attorno all’impianto. L’assessore: «I primi accertamenti escluderebbero rischi»
PISTOIA. Cumuli di cenere alti due metri, come piccole dune nel deserto, solo che al posto della sabbia ci sono i resti dei rifiuti bruciati nell’inceneritore, e invece dello spazio desolato c’è un paese abitato, Stazione. Quei piccoli monti di cenere li ha fotografati Bruno Tempestini, cittadino montalese e ispettore onorario per l’archeologia, nel gennaio dell’86, per denunciare ciò che in quegli anni si stava consumando vicino all’impianto di via Tobagi. «Era una vera e propria discarica. Lì intorno, era tutto coperto dalle ceneri. Dove le hanno portate?»: è questa la domanda che lui si è fatto negli anni, così come molti altri cittadini.
«Le ceneri – spiega adesso l’assessore all’Ambiente della Provincia di Pistoia, Rino Fragai – sono lì sotto. Ma nessuno – precisa – le ha nascoste. Non è stato un “nascondere la polvere sotto il tappeto”. Quelle ceneri sono sotto l’area dell’impianto perché lì un tempo c’era una discarica, che aveva bisogno di essere messa in sicurezza, e così è stato. Noi stiamo accertando, attraverso le carte e gli atti, se questa messa in sicurezza sia stata fatta nel giusto modo, per escludere qualsiasi rischio per l’ambiente e i cittadini».
Il 10 maggio scorso, in Provincia, c’era stato un lungo vertice proprio sulle presunte ceneri seppellite sotto l’impianto. A convocare l’incontro era stata la presidente Federica Fratoni, che ha voluto riunire intorno allo stesso tavolo i sindaci dei Comuni proprietari – Agliana, Quarrata e Montale – e le autorità sanitarie Asl e Arpat, dopo la denuncia firmata dal Comitato per la chiusura dell’inceneritore il 10 aprile scorso.
«Avevamo l’obbligo – spiega Fragai – di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini sui possibili rischi legati alla presenza di queste ceneri. L’approfondimento si chiuderà nelle prossime settimane, ma dai primi risultati emersi sembrerebbe che non ci siano problemi di sicurezza» anticipa l’assessore.
Si tratta di una grossa quantità di ceneri, che negli anni Ottanta è stata accumulata intorno all’impianto e, più tardi, sotterrata.
«La sezione di Stazione del partito comunista – ricorda Tempestini – mi diede l’incarico di documentare la cosa, e io lo feci insieme al mio gruppo culturale. Fotografammo la canna fumaria rotta, da cui usciva di tutto, e queste ceneri ammassate ovunque nei piazzali. Rispetto alla parte dei campi, tutta l’area dell’impianto, e anche via Tobagi, è stata rialzata, e non è difficile riuscire a pensare con cosa».
«La presenza di queste vecchie ceneri – conclude Fragai – è nota a molti, e non è la prima volta che emerge. A questo riguardo, in procura c’è un abbondante documentazione. Voglio comunque precisare che sulla zona vengono fatti continui campionamenti e che abbiamo dato mandato ad Asl e Arpat di approfondire ulteriormente la questione se lo riterranno opportuno».
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