Attenzione
Da cuoca a Masterchef a disoccupata a Pistoia
Suien Sani: «Arrivai decima, ma qui sembrano non esserci chance» Il marito è senza un impiego da tre anni: «Ho bussato a tutte le porte»
PISTOIA. Hanno una voglia matta di sorrisi Filippo e Suien. La gioia di Gaia, 7 anni, e Francesco, 2 anni, durante lo scatto della macchina fotografica, è contagiosa. Foto di famiglia in interni, serena e piena di vitalità contagiosa, come sempre dovrebbe essere per una coppia di trentenni con due bambini piccoli. In realtà con Filippo Terreni e Suien Sani abbiamo parlato dopo la lettera inviata alla redazione da un loro amico: giovani e con due figli piccoli, sono entrambi disoccupati. Cercano, senza averlo sinora trovato, un lavoro. Non vogliono carità, ma non c’è bisogno di specificarlo.
Il punto è che, dopo aver bussato a infinite porte e senza la puzza sotto il naso dei choosy di “forneriana” memoria, stanno ancora cercando - dopo tre anni - una ripartenza. «Ci diciamo che così non potrà sempre durare», dice Suien. Anche se poi, alla sera, prima di spengere la luce, la conversazione si fa fitta su quello che potrebbe succedere se non riuscissero a pagare l’affitto da 600 euro del loro appartamento il mese successivo. «Sinora - racconta Filippo, 32 anni a giugno - ci hanno dato una grossa mano i miei genitori, ma non potrà continuare così».
Sembrava che qualcosa dovesse cambiare a febbraio. Era successo qualcosa di veramente speciale. Suien, 26 anni, aveva partecipato alla seconda edizione di Masterchef Italia, la trasmissione di cucina dedicata alla ricerca di nuovi talenti, ed era riuscita ad entrare nel novero dei 18 finalisti. Un sogno per lei, ragazza di provincia senza studi specifici in materia, prendere la sua borsa frigo e salire a Milano. È brava con i dolci (i suoi nonni, Carlo Alberto e Rossana Sani, hanno gestito per molti anni la pasticceria “La Padovana”, in centro), ma i tre chef sono rimasti colpiti anche dalla sua abilità con altri piatti. Su tutti, l’involtino di branzino con gli asparagi e il coulis con le ciliege. Si è piazzata decima, su diciotto. Il sogno di guadagnare 100mila euro non è diventato realtà. «Ok - ha pensato lei - si apriranno altre porte». Nessuna mania di grandezza, sperava in un ristorante locale, che le desse la possibilità di portare a fine mese qualche centinaia di euro a casa.
«Ho ricevuto tre telefonate - spiega Suien - Uno si è tirato indietro dopo aver spiegato che mi aveva chiamato per un litigio con il suo cuoco (evidentemente rientrato), un altro aveva in progetto di aprire un ristorante, ma forse tra un anno. Nel terzo locale sono stata presa in prova tre fine settimana, uno dei soci sembrava propenso a farmi un contratto, l’altro mi ha detto che erano indecisi tra me ed un’altra persona più flessibile». Donna e mamma, mix - ancora - micidiale per il lavoro. «Gli ho spiegato che purtroppo mio marito in questo periodo non lavora e poteva accudire i bambini. Non ho chiesto contratti a tempo intederminato, solo una chance. La volontà ce l’ho sempre messa, dopo una settimana le cose le sapevo fare».
Filippo ha bussato a molte porte dopo il fallimento dell’azienda per cui lavorava. Alcuni contratti a tempo determinato nei supermercati poi, da tre anni, il buio. «Collocamento, aziende vivaistiche, supermercati, niente», elenca amareggiato.
«Dopo la nascita di Francesco - spiega Suien - ci siamo rivolti alla Caritas per i pannolini, e ogni tanto ci danno una mano a pagare le bollette. Non sappiamo quanto potremo pagare l’affitto, temiamo lo sfratto. Ma in una situazione come la nostra non abbiamo comunque il punteggio per accedere né ad una casa popolare né ad una casa d’emergenza».
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