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Pistoia

Troppe medicine, l’Asl corre ai ripari

Troppe medicine, l’Asl corre ai ripari

Spendiamo 203 euro a testa, i più spreconi della Toscana: Abati annuncia un confronto con medici di famiglia e specialisti

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PISTOIA. Primi per spesa pro capite e prescrizioni mediche: nonostante una lieve diminuzione rispetto al 2011 (203 euro contro i 213 euro dell’anno precedente) anche il 2012 vede i pistoiesi in cima alla classifica regionale per consumo di farmaci. Tra tutti gli inibitori di pompa protonica (usati per curare e prevenire le ulcere gastriche e duodenali) e gli antidepressivi. «Serve un’inversione di tendenza», afferma Roberto Abati, direttore generale della Asl 3, che annuncia l’inizio di un confronto con i medici prescrittori. La prescrizione dei farmaci antidepressivi, ricorda, non è di sola pertinenza degli specialisti: «Proviene solo in minima parte dai servizi di salute mentale dell’azienda». Motivo per il quale «dovranno essere definite adeguate iniziative di collaborazione, sia con i medici di base che con gli specialisti». L’obiettivo è ridurre l’incidenza della spesa farmaceutica. Anche un 1% in meno sarebbe un ottimo risultato, e consentirebbe di reinvestire i soldi risparmiati in altri ambiti.

Il rapporto del Mes. Pistoia spende troppo per i farmaci e il Mes (Management e sanità della scuola superiore Sant’Anna di Pisa) ce lo ricorda nel rapporto annuale sulle performance delle Aziende sanitarie in Toscana. Un rapporto poco edificante, che vede Pistoia al penultimo posto, sopra solo l’Ausl 6 Livorno. La direzione Asl sta correndo ai ripari da una settimana, da quando i dati del Mes sono trapelati sulla stampa. Si tratta di valutazioni ancora preliminari, ha sottolineato in conferenza stampa (nella sala riunioni del nuovo ospedale) il direttore sanitario Lucia Turco. «I dati definitivi saranno resi noti a luglio».

Penultimi. Resta il fatto che l’Asl pistoiese scende ancora qualche gradino, piazzandosi anche alle spalle della tormentata Asl di Massa Carrara. «La media tra indicatori - ricorda allora Abati - porta a considerarli tutti come se avessero la stessa valenza: sia che si tratti, ad esempio, dell’appropriatezza chirurgica, come della valutazione di un tecnico sulla manutenzione».

Complessivamente, affermano Abati, Turco, e il direttore amministrativo Luca Cei, la valutazione della Asl3 è migliorata. Cos’è successo allora? «Che le altre Asl - risponde Abati - sono migliorate più di noi». E sul 2012 pistoiese hanno pesato i cinque mesi di commissariamento. «Alla luce di questo - commenta Abati - non posso che esprimere un grande apprezzamento nei confronti di tutti i professionisti e ringraziarli per l’impegno».

L’anno della svolta? Il 2013 sarà «l’anno della svolta. Perché sarà inaugurato - dopo 600 anni - un nuovo ospedale «che ci consentirà una riorganizzazione degli ambiti territoriali più efficiente».

I punti critici. La valutazione più negativa riguarda quattro ambiti: la spesa farmaceutica, i servizi di manutenzione, i sistemi informativi e la salute mentale.

L’eccellenza. Il miglior risultato tra le Asl regionali è nella valutazione dell’assistenza ricevuta durante la sanità d’iniziativa (quella che si occupa della presa in carico dei pazienti cronici, fin dalle prime fasi, sul territorio).

Il direttore sanitario ha infine osservato che il “cuore” dei risultati del Mes è rappresentato dal Piano nazionale Esisti dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari), dove la Asl 3 è terza tra le migliori aziende sanitarie della Toscana, e ottiene un risultato sopra la media nazionale per l’uso della laparascopia nell’intervento isolato del turmore maligno del retto.

Tiziana Gori

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