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Pistoia

Sindaci: è lite sul «comunone»

Sindaci: è lite sul «comunone»

La Regione costretta a rinviare la decisione sul referendum che i promotori vorrebbero a ottobre

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MARCELLO. I cittadini dovranno aspettare ancora qualche giorno per sapere se, entro la fine del 2013, saranno chiamati ad esprimersi tramite referendum sulla costituzione di un comune unico della montagna pistoiese. La risposa arriverà non appena la Regione Toscana scioglierà la riserva sull’esito dell’incontro convocato mercoledì scorso dall’assessore Bugli con i sindaci dei 4 comuni coinvolti (Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello). L’unica chance rimasta perché il referendum si svolga entro la fine dell'anno (ad ottobre) è che la proposta di legge per la fusione sia portata in discussione nel consiglio regionale del 28 maggio. In caso di ulteriori dilazioni non ci sarebbero più i tempi tecnici per espletare le procedure. Questione nodale resta il percorso partecipativo su cui i 4 primi cittadini hanno espresso altrettante posizioni diverse. «Sono favorevole al referendum – esordisce il sindaco Giampiero Danti di Abetone – è giusto che la popolazione abbia l’opportunità di esprimere la propria opinione che, ribadisco, la Regione dovrebbe rispettare. Personalmente resto contrario al comune unico. Se non lo facciamo il referendum entro il 2013 i tempi si allungano, ma ricordo al comitato per la fusione che la popolazione ha perso fiducia nelle istituzioni. Anzitutto bisognerebbe preoccuparsi di far funzionare l’Unione che la legge ci ha imposto». Favorevoli al comune unico, gli altri sindaci la pensano però diversamente sulla tempistica. «Insisto sulla partecipazione – spiega irremovibile il sindaco di San Marcello Silvia Cormio– qualunque sarà la decisione della Regione sul referendum, farò il percorso partecipativo. Una decisione così importante presuppone che la popolazione sia informata in modo neutrale e capillare. Tale percorso dovrebbero essere finanziato dalla Regione ma, per ogni evenienza, il comune di San Marcello ha già accantonato le risorse necessarie». Dell’informazione si preoccupa anche il sindaco Claudio Gaggini di Piteglio. «La fusione è sicuramente il modo migliore per resistere ai momenti di crisi – spiega - sono d’accordo al referendum, ma non prima di aver intensificato l’informazione alla popolazione ed essersi accertati di non aver lasciato indietro qualche parte di territorio. Se il comitato e/o una società esterna di comunicazione mi dimostra che da giugno a settembre si riuscirà ad informare in maniera compiuta tutti coloro che desiderano votare in maniera consapevole, ben venga il referendum ad ottobre». Carluccio Ceccarelli, sindaco di Cutigliano, si conferma il più preciso e puntuale sostenitore del comitato per la fusione (di cui fa parte). «Ci sono altri 39 comuni in Toscana che chiedono di andare al referendum – spiega Ceccarelli – è un percorso che va fatto con la massima celerità, intensificando per 4-5 mesi il percorso partecipativo già iniziato con le 65 assemblee tenute sul territorio dal comitato. È un’opportunità importante, e la cittadinanza lo ha già capito meglio di molti politici, anche in mancanza di un’alternativa valida (Unione dei comuni compresa) per far funzionare il nostro territorio».

Elisa Valentini

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