Sicurezza
Solo due alberghi su dieci sono a norma
Entro il 31 dicembre dovranno adeguarsi. Chelucci (Turismo Confindustria): «Legge da vent’anni inapplicabile»
PISTOIA. Gli alberghi da una parte, agriturismi e Bed & Breakfast dall’altra. In mezzo: la normativa antincendio. I secondi, a gestione familiare e sotto i 25 posti-letto, non sono tenuti a rispettarla. I primi, che per rispettarla dovrebbero spendere centinaia di migliaia di euro in lavori strutturali, non ce la fanno e molte chiusure degli ultimi tempi dipendono anche da questo e non solo dalla crisi economica e dei consumi. Il grido d’allarme viene da Riccardo Chelucci, presidente della sezione turismo di Confindustria Pistoia, il quale azzarda una percentuale che fa riflettere: a Pistoia e provincia, ma la situazione non è molto diversa altrove, solo il 10% degli alberghi sarebbe a norma dal punto di vista dell’antincendio. «Nel 2014 la legge compirà vent’anni anni e sono vent’anni che stiamo andando avanti di proroga in proroga. – dice Chelucci – l’ultima scadenza che ci è stata data è quella del 31 dicembre di quest’anno e, come ogni anno, la maggior parte degli albergatori non avranno potuto adeguare le loro strutture. Quello che occorre non è l’ulteriore proroga, ma un cambiamento dei parametri della legge, in considerazione anche del fatto che gli incendi degli alberghi sono sull’ordine dello zero-virgola e la legge è di difficile attuazione per una realtà come la nostra, fatto di tanti piccoli alberghi sotto-capitalizzati. Basti pensare che nell’ambito pubblico solo una piccola parte di scuole sono adeguato alle norme antincendio e antisismiche e noi non abbiamo alle spalle né lo Stato, né le Regioni né gli enti locali». Le difficoltà finanziarie e quelle di appllicazione della normativa anticendio, nascono anche dalla tipologia degli alberghi tipici della nostra provincia. «Si parte dai centri storici, che siano in città ma anche nei piccoli borghi montani – prosegue Chelucci – La maggior parte del patrimonio alberghiero della nostra provincia, ma direi in generale quello italiano, è stato fatto negli anni ’60 e ’70, quando ancora c'era un po' di boom economico, e ora sono completamente fuori norma. È stato facile adeguarsi per le attrezzature, come i tendaggi, i materassi, le coperte, ma il problema sono gli adeguamenti strutturali: le vie d'esodo, le uscite di sicurezza, le scale antincendio. Chi è riuscito a mettersi a norma, ha fatto magari gli impianti elettrici rinunciando a rifare le camere alzando l’offerta qualitativa e d’immagine, che è quella che conta di più per fidelizzare il cliente». La legge, come dicevamo all’inizio, discrimina le strutture in base ai posti- letto. «Negli ultimi anni stiamo assistendo, anche a Pistoia, al proliferare dei bed & breakfast, dell’extralberghiero in genere, che non ha gli obblighi di legge ed è avvantaggiato anche dal punto di vista tributario. L’offerta è libera ed è giusto che ci sia questo sviluppo, però non può andare a discapito del settore alberghiero, come sta avvenendo anche a Pistoia e Montecatini con decine di chiusure». Qualcuno ha deciso di togliere i posti-letto pur di fare i lavori antincendio, ma non serve: «è una soluzione della serve e nel giro di pochi anni rischia di chiudere».
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