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Pistoia

Petretto rassicura sull’inceneritore, ma i sindaci non firmano

Petretto rassicura sull’inceneritore, ma i sindaci non firmano

Rifiuti, il presidente dell’Ato chiede l’accordo «Avrete voce in capitolo». Taiti: «Servono garanzie»

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MONTALE. «Firmate, avrete voce in capitolo». Una richiesta e allo stesso tempo una rassicurazione da parte di Alessandro Petretto, presidente dell’Ato Toscana centro, nei confronti dei Comuni della Piana soci del Cis, la società che gestisce l’inceneritore.

La firma riguarda il protocollo d’intesa che definisce le linee guida della fusione delle società che in sede di Ati (Associazione temporanea di imprese) partecipano alla gara per il servizio di gestione dei rifiuti di Firenze, Prato e Pistoia. Le quattro società sono Asm, Quadrifoglio, Publiambiente e Cis. La gara, da 5 miliardi di euro, garantirà il servizio di gestione dei rifiuti per 20 anni.

I Comuni della Piana e Sesto Fiorentino avevano stoppato ad ottobre “l’azienda unica della nettezza”.

«Avrete voce in capitolo nella new co che nascerà dalla fusione», ha ribadito ieri a Palazzo Vecchio Alessandro Petretto. Di fronte al presidente dell’Ato - nonché assessore al bilancio e alle partecipate del Comune di Firenze - i rappresentanti dei Comuni della Piana: per Montale l’assessore all’ambiente Lisa Taiti, per Agliana e Quarrata i rispettivi sindaci, Eleanna Ciampolini e Marco Mazzanti.

Ricordiamo che in sede di Ato Toscana centro (l’ente che decide come gestire i rifiuti in questo territorio) era stato chiesto alla Piana pistoiese di accettare nuove condizioni per la gara, e di consentire che anche l’impianto di Montale fosse ceduto all’Ato, che lo avrebbe poi dato in concessione al vincitore. Una possibilità rigettata dai soci del Cis che alla fine sono riusciti a far prevalere la loro volontà: l’inceneritore di Montale resta di proprietà dei Comuni, che regoleranno i rapporti col futuro gestore tramite convenzione.

E riguardo alla firma del protocollo per la nascita dell’azienda unica, Lisa Taiti ribadisce con forza: «Chiediamo garanzie».

«La new co che deve essere costituita - afferma - è ancora un progetto vago, non è possibile neanche fare un piano industriale. Come già ribadito nelle osservazioni al piano interprovinciale dei rifiuti, noi chiediamo per Montale la certezza del non ampliamento». La Piana pistoiese ha dato, ripete Taiti.

«Sia noi che Agliana - spiega Taiti - abbiamo fatto grossi sforzi per mettere insieme l’Ati, non ci devono essere dubbi sulla nostra volontà di fare squadra». I dubbi sono sorti invece «guardando quello che è stato fatto dalle varie realtà negli ultimi sei anni: Montale è l’unica ad aver effettuato la prima tranche di ampliamento, una delle poche ad esser partito con la differenziata completa. Ad oggi, e in attesa di avere notizie precise sull’impianto che dovrebbe essere costruito a Case Passerini, siamo l’unico impianto d’incenerimento della Piana tra Pistoia e Firenze. È per noi cruciale avere garanzie». I tre Comuni hanno chiesto l’inserimento di un emendamento nel protocollo.

Allo stato attuale, dopo l’inizio della differenziata, la quantità di rifiuti da conferire è diminuita. «In prospettiva - sostiene Taiti - dovremmo pensare a una sua dismissione» Ma se quello di Case Passerini non dovesse sorgere, Montale potrebbe ritrovarsi la nettezza urbana di tre province. Addio sogni di chiusura. «Con una popolazione - ricorda Taiti - che sopporta da 30 anni l’incenerimento».

La decisione di Quadrifoglio (poi rinviata) di non conferire più i rifiuti a Montale ha fatto pensare agli amministratori montalesi ad una ritorsione per non aver ancora accettato. Petretto ha assicurato che la Piana avrà voce in capitolo. «Ci siamo presi - informa Scatragli - alcuni giorni per decidere».

Tiziana Gori

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