Gioco
Solo un abetonese su 5 conosce i paesi coinvolti
ABETONE. Comune Unico: all’Abetone un solo intervistato conosce i comuni che dovrebbero unirsi. Il volto istituzionale della montagna pistoiese sta per cambiare e, per capire come le persone...
ABETONE. Comune Unico: all’Abetone un solo intervistato conosce i comuni che dovrebbero unirsi. Il volto istituzionale della montagna pistoiese sta per cambiare e, per capire come le persone percepiscono questi problemi che li riguardano da vicino, abbiamo condotto un sondaggio all’Abetone simile a quello già fatto a San Marcello in gennaio. Abetone è il comune nel quale l'idea di aderire al progetto di Comune Unico appare più controversa. Abbiamo sottoposto un test a 16 persone di Abetone, di diversa età e condizione sociale. Artigiani, professionisti, commercianti, operai, impiegati, dipendenti pubblici, addetti al commercio. Il test ha appurato che la totalità delle persone intervistate ha sentito parlare del Comune Unico, ma nessuno degli intervistati ha partecipato ad incontri sul Comune unico. La maggioranza dice di conoscere quali siano i comuni che dovrebbero unirsi, ma quando li deve specificare le cose cambiano di molto. Un solo intervistato li indica con esattezza, mentre altri 3 non nominano Piteglio e 2 aggiungono ai quattro previsti anche Sambuca. Indice di un po' di confusione sul progetto.
Alla domanda se si conosce chi vuole realizzare il comune unico, si nota una differenziazione fra le risposte delle persone che hanno un impiego pubblico e quelle che operano nel privato. I dipendenti pubblici conoscono meglio chi ha promosso l'iniziativa. In quanto al periodo in cui il Comune unico dovrebbe essere realizzato, la stragrande maggioranza non sa rispondere né sa dire perché fino ad oggi non sia stato realizzato. Così come molto vaga è l'opinione di quanti anni siano trascorsi da quando si parla di Comune Unico. Uno solo indica 20 anni che è la risposta molto vicina alla realtà. Fra le domande più cruciali c'è quella che tende a capire se il Comune Unico porterà vantaggi. Più della metà ritiene di no, uno solo pensa di si, i rimanenti non rispondono. Questo indica molta incertezza fra le persone. Infatti solo la metà degli intervistati si dichiara d'accordo per la sua realizzazione, mentre un quarto è contrario e l'altro quarto non sa che dire. C'è da notare che i pubblici dipendenti pensano in maggioranza che non porterà vantaggi, mentre fra i privati c'è una attesa più favorevole. Infine, riguardo al fatto che per la realizzazione del Comune Unico sia obbligatorio passare attraverso un referendum popolare che dica se la popolazione è d'accordo per ottenerlo o non ottenerlo, in grande maggioranza rispondono di non saperlo.
Sauro Romagnani
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