Sicurezza
Lg Plast, cala il sipario Ufficializzato il fallimento
Nata sulle ceneri della Recoplast, l’azienda lascia a casa 19 lavoratori Gargini (Cgil): «Speriamo nell’interessamento di imprenditori veri del settore»
AGLIANA. Tre anni di travaglio, durante i quali la ripartenza auspicata dalla Lg Plast nel luglio 2010, con l’acquisto della ex Recoplast, non è mai avvenuta. L’epilogo per l’attività aglianese specializzata nel riciclo e recupero di materiali plastici, è arrivato lunedì, con l’ufficializzazione del fallimento.
Una settimana prima, la proprietà aziendale si era presentata davanti al giudice a mani vuote. L’entrata di nuovi soci più volte prospettata dall’azienda i fronte a Provincia e sindacati, e ribadita anche in tribunale nel novembre scorso quando la Lg ha dovuto fare i conti con un’istanza di fallimento, non si è mai concretizzata. Il concordato richiesto dalla Lg quindi, è saltato. A soffrire una situazione ormai insostenibile, ci sono 19 dipendenti, che già nel 2009 avevano affrontato il fallimento Recoplast. La metà sono senza stipendio da oltre un anno, dall’aprile 2012. Da settembre inoltre, quando l’attività è stata bloccata, tutti quanti sono senza entrate. La cassa integrazione ordinaria non è mai arrivata. La straordinaria è attesa per giugno.
«Questo fallimento – commenta Michele Gargini, segretario Filctem Cgil – era necessario per creare le condizioni di una ripartenza. La situazione era pesantemente compromessa. Il fallimento in questo caso era un atto dovuto e fondamentale per il recupero di un’attività come questa, che opera nel settore dei rifiuti e che ha sicuramente un mercato davanti a sé. Da queste ceneri, auspichiamo e siamo anche convinti di poter ripartire. Speriamo che mostrino interesse verso l’azienda degli imprenditori veri, del settore».
Nei prossimi giorni, Cgil, Cisl e Uil chiederanno la convocazione dell’Unità di crisi. Da lì si ripartirà per ricostruire il futuro della ditta di Agliana e per dare una speranza ai suoi 19 operai. «La situazione per noi – spiega una delle dipendenti, Giulia Gepponi – è disperata. È un dramma totale. Piano piano ci dovremo mettere sulle scale del comune a chiedere un intervento, un interessamento, perché siamo stati lasciati soli. Da aprile a settembre ho lavorato e ho riscosso 300 euro al mese, come altri 9 operai che hanno continuato ad andare in azienda per l’intera estate. Da settembre, come tutti, siamo senza niente».
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