Il Tirreno

Pistoia

Le case di Candeglia sotto assedio

di Cristina Cecchi

Troppi furti nel quartiere, la gente è arrabbiata ed in assemblea lancia accuse contro gli immigrati

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PISTOIA. La sicurezza viene al primo posto per tutti: la priorità assoluta deve essere quella di tranquillizzare i cittadini analizzando al tempo stesso la questione in maniera generale e complessiva.

Con queste considerazioni si è concluso il secondo incontro tra il Comitato Due Buri per la sicurezza di Candeglia, e l’Assessore del Comune di Pistoia Mario Tuci, che si è tenuto martedì sera nella sede del Circolo ARCI di Candeglia. All’incontro era presente anche il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Pistoia, Annalisa Giunti.

Il Comitato Due Buri è stato istituito a fine gennaio da alcuni abitanti della zona in seguito ad un aumento indiscriminato dei furti nelle abitazioni negli ultimi due anni. «Ci aspettiamo risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale - ha dichiarato Andrea Amoroso, rappresentante del Comitato - soprattutto in seguito ai dati che sono stati forniti con un documento steso dopo un sopralluogo delle aree più a rischio della frazione pistoiese». I cittadini di Candeglia chiedono, in particolare una maggiore illuminazione delle zone più buie, l’installazione di telecamere per la videosorveglianza e un aumento dei controlli nell’area, anche con il presidio congiunto tra forze dell’ordine ed esercito, sull’esempio del progetto Strade Sicure della vicina Prato.

L’Assessore ha ringraziato il Comitato per lo sforzo compiuto e ha rinnovato “l’impegno del Sindaco Samuele Bertinelli e della giunta a farsi carico del problema della sicurezza degli abitanti di Candeglia”. “Non ho però risposte immediate– ha dichiarato –la questione è complessa e deve essere valutata a 360 gradi con un progetto complessivo”. Per questo ha sollecitato un ulteriore incontro, invitando i cittadini a “limitare le richieste a quello che effettivamente il Comune può fare”.

L’accento sulle competenze è stato posto fortemente anche dal Comandante Giunti. “La Polizia Municipale ha funzioni amministrative ma da 13 anni collabora con le Forze dell’Ordine nel presidiare il territorio comunale”, ha dichiarato, aggiungendo che per il controllo notturno dell’intero comune di Pistoia ha a disposizione una sola volante. Da qui l’invito del Comandante affinché i cittadini siano la “prima sentinella” d’allarme, per sviluppare il concetto di “sicurezza partecipata”.

L’atmosfera è rilassata ma le reazioni nella sala, composta da meno di quaranta persone, sono ambivalenti. «Il problema della sicurezza ha cause profonde che derivano dalla crisi sociale del paese , siamo consapevoli che non è possibile risolverlo a livello locale – dichiara un signore – ma chiediamo al Comune di impegnarsi per prevenire la criminalità».

Immancabile infine la questione immigrazione, con la pericolosa equazione tra extracomunitario e delinquente. Ci sono sfoghi e frasi che superano il limite, ma la situazione viene velocemente riportata sotto controllo dagli organizzatori. «Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, gli onesti e i delinquenti sono presenti ovunque».

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