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Pistoia

Stepich, via al processo

EMPOLI. È iniziato ieri, davanti alla Corte di Assise di primo grado di Firenze, il processo per l’omicidio del ventiduenne di etnia sinti Massimo Stepich, la cui famiglia risiede nel campo nomadi di...

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EMPOLI. È iniziato ieri, davanti alla Corte di Assise di primo grado di Firenze, il processo per l’omicidio del ventiduenne di etnia sinti Massimo Stepich, la cui famiglia risiede nel campo nomadi di Pistoia. Il cadavere del giovane, che viveva a San Miniato Basso, fu ritrovato da un passante l’11 settembre del 2010 proprio davanti all’ospedale San Giuseppe. Sul banco degli imputati cinque nomadi, tutti appartenenti al clan Lebbiati Cavazza, che in passato avevano avuto rapporti con lui: Agostino Lebbiati, i suoi due suoi figli Franco Cavazza e Gionni Lebbiati, e i due generi Clay Guarda e Leandro Garini.

La prima udienza è stata dedicata all’ammissione delle prove, documentali e testimoniali, richieste dal pm Vincenzo Ferrigno, dal legale della famiglia Stepich, Fausto Malucchi, e dagli imputati. I cinque, arrestati nell’ottobre del 2011 dai carabinieri, furono rimessi in libertà dopo pochi giorni dal tribunale del riesame per assenza di gravi di indizi di colpevolezza, e ora sono a piede libero. Ieri mattina in aula era presente solo il più anziano degli accusati, Agostino Lebbiati. La prossima udienza è stata fissata per il 9 di luglio, per il conferimento dell’incarico a un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche.

Matteo Leoni

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