Italia
Terremoto su una società tra le più gloriose d’Italia
L’Unione Ciclistica Monsummanese vanta oltre sessant’anni di storia del pedale Lunghissima la serie di campioni che ha lanciato: da Nedo Fagni a Richie Porte
MONSUMMANO. L'impressione che si ha di questa vicenda è che la gloriosa Unione Ciclistica Monsummanese sia stata rasa al suolo dal clamoroso blitz delle Fiamme Gialle. Il presidente Giacomo Pasqui è finito in carcere sottoposto a custodia cautelare, mentre agli arresti domiciliari figurano dirigenti storici della società amaranto come Sergio Mangiantini e Giampiero Mariani, il consulente fiscale Lorenzo Ciattini e due sponsor di lungo corso come Sergio Natalini e Gianni Saltini. Anche l'ex-ciclista professionista e attuale diesse del club di Monsummano, Elio Aggiano, si è visto vietare la dimora nel comune di Monsummano Terme.
Insomma, una vera e inattesa ecatombe... fiscale per il sodalizio che quest'anno poteva finora vantare il ciclista plurivittorioso in Toscana tra i dilettanti Elite e Under 23, il 25enne trentino Luca Benedetti, già primo in sei gare. Ma questa è l'ennesima giornata nera che sconvolge il ciclismo e che vede purtroppo quale protagonista una società tra le più importanti su scala nazionale come la Monsummanese: oltre 60 anni di attività ininterrotta nella categoria ciclistica dei dilettanti sono il record imbattuto e forse imbattibile del club tuttora presieduto da Giacomo Pasqui.
Una storia ricca di grandi vittorie e infinite soddisfazioni, tale da proiettare la Monsummanese ai vertici del ciclismo italiano e internazionale. Dai tempi del tricolore dell'idolo locale Nedo Fagni, fino alla valorizzazione di Luciano Armani, il ciclista emiliano che da professionista si prese il lusso di battere in volata il cannibale Eddy Merckx sul traguardo di una tappa del Tour de France. E ancora gloria con Marco Giovannetti, futura medaglia d'oro (ma non con la Monsummanese) nella 100 km. cronosquadre alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, o con il “figliol prodigo” Elio Aggiano, con l'amatissimo danese volante Rolf Sorensen e, in tempi più recenti, con mister genio e sregolatezza Dario Pieri, con Dario Cataldo vincitore del Giro d'Italia dilettanti dopo un duello all'ultimo sangue con l'ucraino Grabovskyy, con l'efficace Francesco Lasca e infine con l'australiano Richie Porte, addirittura diventato luogotenente di Bradley Wiggins e Chris Froome nel dream team della Sky. Una bacheca impareggiabile e che certo rattrista dover riesaminare alla luce dei recenti, incresciosi eventi.
Stefano Fiori
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