Gioco
Sempre meno credito e sempre più costoso Le aziende soffocano
Nel rapporto Assindustria sul 2012 le cifre del drastico taglio ai finanziamenti soprattutto per edilizia e piccole imprese
PISTOIA. Continua a spirare vento gelido sul mercato del credito provinciale. Dalla seconda metà del 2011 per le imprese targate Pistoia è sempre più difficile –in media – ottenere soldi dalle banche. I numeri fanno paura: in un anno (dal 31 dicembre 2011 allo stesso giorno del 2012) lo stock di finanziamenti delle banche alle imprese produttrici, al netto delle sofferenze, è sceso da 5.954 milioni a 5.361: quasi 600 milioni in meno, un crollo del 10%.
Sono solo alcune delle cifre messe in fila, con la consueta attenzione, dal Centro studi di piazza Garibaldi partendo dai dati di Bankitalia e presentate ieri alla stampa dalla consigliera delegata Cristiana Pasquinelli e dal responsabile tecnico Renzo Vettori.
Nel corso del 2012, Assindustria calcola che il 16% delle aziende abbia chiesto un finanziamento e non l’abbia ottenuto. Una percentuale in continua crescita dal 2011. In proporzione, sono le aziende più piccole quelle che risentono maggiormente di questa stretta.
«Questi dati – sottolinea Vettori – venerdì li abbiamo mostrati in anteprima ai rappresentanti degli istituti di credito pistoiesi. Ovviamente si tratta di operatori del mercato che hanno un punto di vista diverso da quelle delle aziende. Loro spiegano questa restrizione del credito particolarmente forte a Pistoia con la presenza di un maggior rischio diffuso».
Una parte della ricerca del centro studi, però, mostra chiaramente che il peggioramento del clima economico percepito (approssimato dalle previsioni degli ordini) ha seguito sempre, in questi ultimi due anni, una restrizione del credito. Dunque dovrebbe essere questa che provoca quello e non viceversa.
Vettori sottolinea anche le tracce di un comportamento più virtuoso delle aziende negli ultimi mesi: gli sconfinamenti (quando si “sfora” i limiti di credito concessi) non sono in crescita e il tasso di ingresso in sofferenza (cioè quanta parte dei crediti finisce tra quelli di difficile recupero) alla fine dello scorso anno è tornata in linea, a Pistoia, con i dati toscano e nazionale. Il settore più in difficoltà, da questo punto, rimane l’edilizia, le cui difficoltà probabilmente pesano più di quelle di altri settori nel condizionare le decisioni restrittive delle banche.
Nonostante questi dati segnalino un attenuarsi della rischiosità per le aziende, i tassi di interesse in provincia continuano ad essere particolarmente alti. La media degli ultimi tre mesi del 2012 mette in evidenza che indebitarsi per un’azienda pistoiese costa il 9,3% (operazioni a revoca, quelle più rischiose per la banca) mentre in Toscana si paga in media l’8,8 e in Italia il 7,8. Quindi basta essere imprenditori pistoiesi per vedersi appioppare sul collo 0,6 punti percentuali di interesse in più da pagare.
Quali vie d’uscita? Lo studio di piazza Garibaldi esamina proposte come le cartolarizzazioni o il lancio di bond di distretto, notando però che nell’attuale congiuntura potrebbero non essere decisivi. Per il direttore di Assindustria Sandro Stilli, bisognerebbe che vi fosse un impegno di tutto il sistema per creare reti e consorzi di imprese, attirare nuovi imprenditori sul territorio e così via. Tutto in attesa dell’agognata ripresa, che però stenta ancora a farsi vedere.
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