Il Tirreno

Pistoia

Dal record di voti alla lite con il sindaco

Dal record di voti alla lite con il sindaco

Pasqui, dopo l’uscita dalla giunta, aveva iniziato una dura opposizione Coinvolti nell’inchiesta anche altri due ex dipendenti del Comune

3 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Usare il termine sorpresa è a dir poco riduttivo per descrivere la sensazione sollevata in tutta la Valdinievole, ma soprattutto a Monsummano, quando si sono diffusi i nomi degli arrestati. Nomi molto conosciuti e stimati. In particolare quello di Giacomo Pasqui, l’unica persona agli arresti in carcere, conosciutissimo non solo per il suo ruolo di presidente della Monsummanese.

Pasqui, 64 anni, dipendente comunale in pensione, oltre a essere l’anima del sodalizio ciclistico, tra i più importanti del mondo dilettantistico nazionale, è da sempre impegnato anche nel mondo della politica. Storico militante della sinistra, è l’esponente di punta di Rifondazione Comunista a Monsummano. Non appena andato in pensione, e quindi senza vincoli di incompatibilità di incarico tra l’essere dipendente comunale e amministratore, Pasqui è stato candidato dal suo partito alle ultime elezioni comunali, ottenendo un enorme numero di preferenze, ben 308, che ne hanno fatto il secondo candidato più votato non di Monsummano, ma dell’intera Valdinievole in occasione di quella tornata amministrativa (era il 2009). Un successo che valse allo stesso Pasqui l’ingresso nella giunta guidata da Rinaldo Vanni, con l’incarico di vicesindaco e assessore ai lavori pubblici. Un ruolo che Pasqui ha ricoperto sino a quando non si è consumata una frattura all’interno della maggioranza, che ha portato prima all’esclusione dell’Idv e poi della stessa Rifondazione, per far posto alla lista civica di centrosinistra.

A quel punto sono state ritirate le deleghe a Pasqui che, con la nomina ad assessore, aveva dovuto rinunciare all’incarico in consiglio comunale, dove ovviamente non è potuto rientrare.

Pasqui si era quindi concentrato sull’attività politica - da quel momento all’opposizione - all’interno del circolo di Rifondazione, continuando ovviamente a dedicarsi al suo grande amore: il ciclismo e la Monsummanese.

Prima della pensione Pasqui lavorava all’ufficio anagrafe del Comune di Monsummano. Nello stesso ufficio lavorava prima della pensione anche uno degli altri arrestati (ma ai domiciliari): Sergio Mangiantini, 69 anni, segretario della Monsummanese.

Anche Mangiantini, ancor prima di Pasqui, una volta in pensione si era dato all’attività politica, e alle amministrative del 2004 era stato eletto nel consiglio comunale di Monsummano nelle fila di Rifondazione Comunista. Un ruolo che ha ricoperto per tutta la passata legislatura, e che per una manciata di voti non è tornato a svolgere anche in questa, risultando il primo dei non eletti del suo partito. Anche lui, come Pasqui, è molto conosciuto in città, e oltre al suo impegno politico e nel mondo del ciclismo, si occupa anche delle attività della sezione monsummanese della Federcaccia.

Ma tra gli arrestati c’è anche un terzo dipendente del Comune di Monsummano coinvolto nell’inchiesta (e al momento ai domiciliari). Si tratta di Giampiero Mariani, 44 anni e tuttora alle dipendenze del Comune, dove lavora all’interno dell’ufficio segreteria.

Un dipendente molto stimato dai suoi colleghi, al punto da essere stato eletto da loro come proprio rappresentante sindacale interno.

E pure lui è stato coinvolto per la sua attività all’interno del team ciclistico della Monsummanese, dove ricopre, a fianco di Mangiantini, l’incarico di segretario della società.

Luigi Spinosi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa