Sicurezza
Cassa: quei soldi non arrivano I posti a rischio sono oltre 2mila
L’allarme della Cgil: «La nostra provincia è al secondo posto in Toscana per le richieste Ma le aziende non si fidano più dell’arrivo dei finanziamenti e iniziano a licenziare»
PISTOIA. Il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga è una delle due o tre priorità annunciate dal governo Letta. Ma ancora ai tanti lavoratori che si trovano in questa condizione, potenziale anticamera del licenziamento, non resta che assistere impotenti al festival degli annunci che si protraggono dalla campagna elettorale. A Pistoia e provincia sono in tanti, 2023 secondo i calcoli della Cgil. Questo se ci si limita a coloro per i quali sono state presentate le domande di cassa in deroga fra il 1 gennaio e il 31 marzo di quest’anno. Secondo le stime del sindacato, il numero nel frattempo è cresciuto ancora nel trimestre in corso, aprile-giugno, portandosi ad almeno 2500 lavoratori.
«Come sappiamo, le domande presentate successivamente sono state bloccate per mancanza di fondi – dice Daniele Gioffredi della segreteria provinciale Cgil – Con questi numeri Pistoia si colloca al secondo posto in Toscana per domande bloccate della cassa in deroga, dopo Firenze che ne ha 3693, il 12,5% del totale regionale. Se poi si guarda al numero delle aziende che hanno fatto richiesta, nella nostra provincia sono state 676, pari al 15,4% delle imprese che hanno fatto richiesta di cassa in deroga a livello regionale. Il dato che abbiamo è che la richiesta sia ulteriormente aumentata in questo mese, quindi non si può stimare che un incremento ulteriore avvenuto nei mesi successivi a marzo, cioè al blocco delle domande per mancanza di fondi».
Come possono tradursi questi numeri in posti di lavoro a rischio, qualora slitti ancora il rifinanziamento della cassa in deroga? La Cgil ha stimato in un numero compreso fra 2000 e 2500 il bacino dei futuri nuovi disoccupati, ma solo da adesso all’estate. Se si proietta la stima alla fine dell’anno, a rischiare il posto potrebbero essere forse il doppio. La cassa in deroga interessa tutti i settori, ma in particolare quelli dell’artigianato, del commercio e dell’edilizia. Ed anche tutte quelle aziende al di sopra dei 15 dipendenti che hanno terminato la cassa integrazione ordinaria o altri strumenti.
«L’unico aspetto positivo per Pistoia è che non ci sono ritardi nei pagamenti della cassa in deroga – prosegue Gioffredi – e di questo va dato merito all’Inps provinciale. Quello che invece stiamo verificando è che alcune aziende non vogliono rischiare, aspettando che il governo finanzi la cassa in deroga, e stanno avviando i licenziamenti».
Secondo la Camera del lavoro occorrono oltre 2 miliardi per coprire la cassa integrazione, ma non basterebbero. «Sarebbe utile anche il rifinanziamento dei contratti di solidarietà, che sono strumenti alternativi alla cassa in deroga. Attualmente rischiano di non essere pagati. Abbiamo anche chiesto al nuovo governo di ripristinare la norma, cancellata con la riforma Fornero, per cui i lavoratori delle aziende sotto i 15 dipendenti che vengono licenziati possano beneficiare degli sgravi alle aziende che assumevano. In un momento di difficoltà come questo, se non ci sono anche gli sgravi per chi assume la questione si fa complicata».
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