Il Tirreno

Pistoia

Il Pd: rifondiamo il partito partendo dalla base

di Francesco Albonetti
Il Pd: rifondiamo il partito partendo dalla base

In vista dell’assemblea nazionale, dopo un confronto in sette circoli a Pontelungo è stato approvato un documento: congresso in autunno e “a tesi”

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Smarriti e disorientati. Forse meno sulle barricate dei loro compagni-amici di partito di altre realtà italiane, ma ugualmente preoccupati di una fase certo non felice. Sono gli iscritti del Partito Democratico di Pistoia che, nell’ultima settimana, hanno svolto sette assemblee territoriali - a cui hanno partecipato circa 180 persone - nei vari circoli e due assemblee comunali. Nell’ultima di queste, giovedì sera a Pontelungo, è stato approvato all’unanimità un documento che rappresenta la linea pistoiese del “che fare”, in vista degli appuntamenti nazionali che assumeranno l’importanza di una vera e propria rifondazione del partito, come sostiene lo stesso segretario comunale Paolo Bruni. «La conclusione è stata quella di costruire un percorso congressuale che ci porti in autunno ad una rifondazione del Partito Democratico – dice Bruni – attraverso una discussione capillare ed approfondita sul territorio, un congresso che deve essere a tesi per arrivare ad un progetto e decidere chi lo rappresenta meglio. Auspichiamo che l’assemblea nazionale imposti questo percorso nel modo più coinvolgente ed aperto possibile. Dobbiamo ripartire dai circoli a dalla base, senza nomi precostituiti e scelte che calano dall’alto. Dobbiamo confrontare e mettere a confronto la ricchezza della nostra classe dirigente». In questo, il percorso va in direzione opposta rispetto a quello indicato dal presidente della regione Enrico Rossi, ed anche da altri importanti esponenti del partito, che vorrebbe invece un congresso subito, entro luglio, con una linea pertanto meno confrontata e propensa al dibattito che parte dalla base. Le tappe per il Pd si sono bruciate in tempi imprevedibilmente ristretti negli ultimi mesi. La dicotomia Bersani-Renzi non sussiste più, semmai si è fatta strada quella fra Renzi e Barca. Dal tantativo di dialogo col Movimento 5 Stelle, poi fallito, si è passati attraverso l’infelicissima esperienza dell’elezione del presidente della Repubblica a un governo di larghe intese con quello che, fino a ieri, era l’avversario numero uno: Berlusconi e il Pdl. «Il governo Letta – si legge nel documento approvato a Pontelungo – è frutto di un’alleanza politica che abbiamo sempre avversato e che continua a rimanere di natura emergenziale e non certo strategica». A questo governo, il Pd pistoiese chiede che approvi quelle due o tre cose indispensabili a rilanciare un minimo il lavoro e alleggerire la pressione fiscale a carico delle imprese: il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, la detassazione del costo del lavoro e l’impegno di evitare l’aumento dell’Iva previsto a giugno. «Ma è altrettanto urgente il superamento dell’attuale legge elettorale del “porcellum” – dice Bruni – almeno partendo dalla sua abrogazione e ripristinando il male minore, cioè il “mattarellum”». Un percorso questo che, almeno a Pistoia, sembra mettere d’accordo le varie anime. «Proseguire il rinnovamento della classe dirigente è essenziale – si legge nell’ultima parte del documento del Pd – come essenziale è riconnetterci con la nostra base ed il nostro elettorato». All’assemblea che ha portato all’approvazione del documento c’erano tutti i dirigenti e amministratori, compresa la neo-deputata Caterina Bini, il sindaco Samuele Bertinelli e la presidente della Provincia Federica Fratoni. Effetti della bufera che si è abbattuta sul Pd sul piano delle amministrazioni locali? Non ce ne sono, assicura Bruni – almeno a Pistoia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web