Il Tirreno

Pistoia

Il lavoro rende insicuri 7 giovani su 10

Leonardo Soldati
Il lavoro rende insicuri 7 giovani su 10

I risultati di un’indagine che fa parte dell’iniziativa “Dai un senso alla vita”. Oggi un convegno

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PISTOIA. Entra nel vivo la VII edizione di “Dai un senso alla vita: rispettala!”, manifestazione promossa dal Dipartimento regionale dell’Associazione nazionale sociologi (Ans) e dal Laboratorio toscano Ans di scienze sociali comunicazione e marketing coordinati dal sociologo pistoiese Giuliano Bruni, in collaborazione con il Comune di Pistoia ed il coordinamento delle Misericordie della provincia. Tema di quest’anno l’insicurezza sociale in particolare dei giovani, in programma il convegno “Società sicura: tra percezione e realtà” oggi alle 9, alla biblioteca San Giorgio, anche con dibattiti su Tvl Pistoia ed incontri con ben 700 studenti pistoiesi con lezioni e dibattito diretto con loro. Sul sito www.daiunsensoallavita.com sono disponibili le informazioni per votare in un concorso multimediale di video sul tema della rassegna, realizzati nell’occasione più di 80 video. Le iniziative sono rivolte a tutta la cittadinanza, in quanto le analisi sociologiche dei ragazzi sono riferite anche alle loro famiglie e quindi alla società odierna.

«La sensazione di insicurezza pervade circa il 70% dei ragazzi analizzati in un campione rappresentativo – dichiara Giuliano Bruni – preoccupati soprattutto per la mancanza di lavoro, ma anche spaventati da fatti di criminalità, come furti e rapine, o dal fenomeno del bullismo nelle scuole. Vogliamo quindi approfondire la ricerca, cercando di capire se le paure dei giovani sono dovute ad una percezione vera o sono alimentate in parte dalla spettacolarizzazione dei mezzi di comunicazione di oggi». «Tutti i giorni le Misericordie si occupano della sicurezza dei cittadini tramite la formazione tecnica dei volontari – osserva Giovanni Beragnoli, coordinatore provinciale dell’associazione – e ci imbattiamo quotidianamente nell’insicurezza dei cittadini andando nelle loro case, ci occupiamo quindi di formare una persona più che un soccorritore, trasmettendogli certi valori soprattutto ai giovani ed il lavoro dell’Ans è per noi un valido supporto nella nostra azione». La sociologa Patrizia Gherardi del Laboratorio toscano Ans riporta alcuni dati salienti dell’analisi effettuata: «Già prima della crisi economica vi era il problema della sottoccupazione con il lavoro atipico, che si è poi cronicizzato. A livello nazionale, dopo l’età scolare, emerge preponderante l’intenzione dei giovani di trasferirsi all’estero per trovare un’occupazione soddisfacente. La scuola italiana oggi ha ridotto la distanza dalle aspettative del mondo del lavoro, ma rimane ancora al di sotto delle media europea al riguardo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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