Il Tirreno

Pistoia

Questura a rischio crollo in caso di sisma

Per la Protezione civile l’attuale sede di via Macallè è incompatibile con un edificio strategico

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PISTOIA. Dopo quella di vigili del fuoco e quella del Genio civile, è arrivata anche la relazione tecnica della Protezione civile del Comune: nonostante i lavori portati a termine dalla società proprietaria, la questura di Pistoia non può rimanere nel vetusto immobile di via Macallè che, per le sue caratteristiche, non può assolvere alla funzione di edificio strategico. Una conclusione lapidaria a cui il questore Maurizio Manzo si è subito adeguato inviando, lunedì mattina, una missiva al ministero dell’Interno per comunicare che darà il via immediatamente alla ricerca di una nuova sede da affittare in città per i poliziotti pistoiesi. A meno che, s’intende, il governo non torni sui propri passi sulla questione del Polo della sicurezza ormai pronto alle aree ex Breda, costruito appositamente per ospitare questura, polstrada e prefettura ma a cui Roma ha rinunciato in dirittura d’arrivo per mancanza di fondi per la locazione annuale.

Allegando la relazione della Protezione civile, che è l’organo competente in materia di pubblica e privata incolumità, il questore Manzo spiega come il funzionario comunale responsabile dell’unità operativa abbia evidenziato che «il fabbricato non può assolvere la funzione di edificio strategico, sia per motivi statici, che per motivi funzionali, sia per il tipo di struttura dell’edificio che per la sua localizzazione, che non permetterebbe in caso di sisma una rapida operatività delle forze di polizia, attore primario in caso di un simile evento in quanto situato in un’area altamente critica».

Secondo la relazione, in pratica, l’edificio della questura, nonché il ponte di via Macallè, la circostante viabilità e la linea ferroviara potrebbero essere tra le prime strutture a collassare in caso di forte terremoto.

«È ovvio – prosegue Angelo Biagini, responsabile della Protezione civile comunale – che ciò comporti che la sede della questura debba essere spostata in altro edificio che corrisponda pienamente ai criteri per la localizzazione di edifici strategici».

Biagini sottolinea come fondamentali siano stati gli interventi di riparazione e consolidamento effettuati dalla proprietà per riportare l’immobile di via Macallè, costruito nel 1966, alle condizioni di «idoneità statica relative al periodo di progettazione». Tuttavia nessun intervento è possibile per adeguare l’attuale sede della questura - nata come civile abitazione - alla vigente e passata normativa antisismica.

Immediato l’intervento della segreteria provinciale del sindacato di polizia Sap alla notizia della lettera inviata dal questore al ministero dell’Interno, con cui sollecita un repentino trasloco della questura.

«Speriamo che a Roma qualche ottuso burocrate non pensi di farci traslocare in attesa che si sblocchi la situazione del Nuovo polo della sicurezza – spiega il segretario provinciale, Andrea Carobbi Corso – Quello che più stupisce noi del Sap è che si ipotizzi di cercare un nuovo immobile (comunque da affittare) e non trovare finalmente una soluzione per trasferirsi in quello praticamente pronto in via Pertini. Se succedesse una cosa del genere non dovremmo stupirci di trovare il Bianconiglio ad aspettarci, perché potrebbe accadere solo nel Paese delle meraviglie».

«Ora ci sono un governo e un ministro – prosegue il segretario del Sap – per cui ci sono tutte le componenti per decidere per un immediato trasferimento in via Pertini: la soluzione più locica ed economica per tutti, visto che si tratta di un edificio costruito appositamente per ospitare la questura. E il trasferimento va fatto in tempi più rapidi possibile anche in considerazione delle spese quotidiane che devono essere affrontate affinché in via Macallè possano essere rispettate le minime norme».

Il Sap fa appello a governo e istituzioni sia data alla Polizia di Stato la possibilità di compiere il proprio lavoro «producendo in sicurezza la sicurezza per i cittadini pistoiesi , dimostrando soprattutto a chi paga le tasse e a chi lavora onestamente, che è finita l’era degli sprechi, che qualcosa è davvero cambiato, mantenendo gli impegni presi con imprenditori e istituzioni pistoiesi». (m.d.)

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