Lutto
Ludopatie, il Ceis in prima linea
Burchietti: «È diventata un’emergenza e ci stiamo attrezzando»
PISTOIA. La compulsione da gioco nelle sue varie forme, è stata al centro dell’iniziativa che si è svolta ieri sera nel Seminario vescovile di Pistoia. Tra gli organizzatori della serata, insieme alle Acli, c’è anche il Ceis, ilCentro di solidiarietà di Pistoia, che solo di recente ha aggiunto il tema delle ludopatie ai vari problemi e progetti sulle dipendenze di cui si occupa. Fra gli argomenti trattati: gli aspetti di criminalità connessi con il gioco d'azzardo e le reti di controllo e prevenzione territoriale sul gioco d'azzardo patologico.
«A Pistoia fino ad oggi non ce ne siamo mai occupati, benché negli ultimi anni con la crisi economica sia un fenomeno problema divenuto allarmante – dice Franco Burchietti, presidente del Ceis di Pistoia – Se ne è discusso anche per la presenza delle slot machine e le altre macchinette all’interno dei circoli ricreativi, che pongono un problema di compatibilità con il ruolo sociale svolto dai gestori, cioè le Acli e l’Arci. Proprio con l’Acli ci siamo resi disponibili per avviare un progetto anche a Pistoia». Quando si parla di gioco d’azzardo e ludopatie i dati sono impressionanti: un giro d'affari che a livello nazionale supera i 76 miliardi l'anno e con un fatturato illegale da almeno 10 miliardi. Una pratica per colpa della quale sono almeno 800 mila, sempre in Italia, le persone dipendenti da gioco, con altri due milioni di connazionali a rischio. «Per questo anche la federazione Ceis ha deciso su formare un gruppo permanente su questa tematica, che parte da una prima esperienza già fatta dal Cei s di Genova, raccontata nel convegno di ieri sera dal suo presidente. Abbiamo partecipato con alcuni esperti ad una ricerca svolta dal Dipartimento antidroghe, dal quale è scaturito un volume intitolato “Gioco d’azzardo patologico in Italia”». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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