Il Tirreno

Pistoia

Baby sitter e ripetizioni: così s’inventano un lavoro

di Fabio Calamati

On line da pochi giorni il sito “Do An Be”, incrocia domanda e offerta È nato dall’idea di tre pistoiesi e conta già oltre duecento adesioni

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PISTOIA. Come si fa a trovare una baby sitter quando ce n’è bisogno? O un giardiniere? O qualcuno che ripari lo scarico del lavandino? Di solito il metodo più usato è il classico passaparola: ci si fida delle indicazioni di amici e parenti.

Oppure? Una soluzione alternativa arriva dritta dal web e a proporla sono tre dinamiche signore pistoiesi, che – perofessioniste temporaneamente senza lavoro causa maternità – hanno voluto provare a lanciarsi in una nuova avventura. Donatella Ciatti, Anna Paci e Beatrice Martini hanno usato le iniziali dei loro nomi per battezzare il sito, che difatti si chiama “Do An Be” (l’indirizzo è www.doanbe.it).

Basta cercare una categoria specifica (baby sitter, appunto, oppure ripetizioni, o elettricista; le categorie presenti sono 140, quindi c’è da scegliere) e il comune cui si è interessati, per veder comparire le schede delle persone che si sono rese disponibili a svolgere quella particolare attività, con tanto di foto, numero di telefono, e mail e così via. Già 240 persone si sono iscritte.

«Una volta individuata la persona adatta – spiega Donatella Ciatti – l’utente ci si mette in contatto e l’eventuale accordo che si stabilisce avviene tra loro due, il sito non ha alcun ruolo di intermediazione. Solo chi vuole, ricevuta la prestazione, può lasciare un “feedback” dichiarando o meno la propria soddisfazione. È chiaro che tutta l’operazione, così come le iscrizioni al nostro sito, sia di chi richiede che di chi offre lavoro, sono del tutto gratuite». Da precisare anche che il sito non mantiene nessun database delle persone che lo usano: quindi la privacy è del tutto assicurata.

Insomma, spiegano le tre socie, è come avere un mega-vicinato on line di persone disponibili di volta in volta a offrirti i servizi di cui hai bisogno, anche quelli più semplici, come accompagnarti a fare la spesa o svolgere una pratica burocratica.

Ma chi si propone attraverso “Do An Be” perché lo fa? «Ci sono tante persone –rispondono le tre socie – che, magari perché non hanno un lavoro o per mille altri motivi, hanno del tempo disponibile per svolgere questi lavori. Ma hanno bisogno di uno strumento più agile e semplice di un Centro per l’impiego o simili. È proprio pensando a questa realtà che ci è venuta in mente l’idea. Noi siamo tre donne che lavoravano e che hanno dovuto fermarsi per la nascita dei nostri figli. Infatti ci siamo conosciute prendendo il caffè insieme dopo aver portato i bambini a scuola».

L’idea è stata subito chiara. C’è stato poi bisogno di un grafico internet per fare il sito, ma per il resto ora “Do An Be” è una creatura che le tre mamme gestiscono ciascuna da casa sua. Anche se poi il sito fa anche capo ad un ufficio fisico, Beatrice, che è anche grafica, utilizza Facebook per fare pubblicità a tappeto all’iniziativa.

Ma se l’utilizzo del sito è gratuito, come fa l’attività a sostenersi economicamente? «Il sito è appena nato – rispondono le tre promotrici – ma un’idea è quella di sfruttare il traffico sulla rete che si genera per vendere degli inserti pubblicitari. Tutto sommato, però, contiamo che qualcuno rimanga conquistato dall’idea e ci faccia un’offerta».

L’indirizzo è semplice, anche per questo: basta cliccare su www.doanbe.it.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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