Il Tirreno

Pistoia

il ricordo

Agnese, una voce contro la mafia

Per la vedova Borsellino i messaggi di sindaco e Centro studi Donati

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PISTOIA. In diversi anche a Pistoia hanno ricordato pubblicamente Agnese Piraino Leto , vedova di Paolo Borsellino, scomparsa il 5 maggio scorso.

«Era una donna forte, che amava mandare messaggi di speranza e di riscatto della mafia, quella mafia che le ha portato via il marito, il padre dei suoi tre figli» ha scritto il presidente del Centro studi Donati Giancarlo Niccolai. Nel 2003 lo stesso Centro studi conferì a Agnese il premio internazionale per la pace, cultura e solidarietà.

Anche il sindaco Samuele Bertinelli l’ha ricordata con una nota comparsa sul suo profilo Facebook.

«Agnese Piraino Leto – si legge – era una donna forte e discreta. Dopo la strage di via D’Amelio, il 19 luglio del 1992, Agnese scelse la riservatezza, ma non il silenzio; non amava le apparizioni pubbliche, né le interviste... ma la sua voce risuonò forte e chiara più volte, nella richiesta di verità e giustizia per le stragi di mafia. Ai magistrati raccontò delle paure e delle preoccupazioni di Paolo Borsellino che, appena due giorni prima di morire - venerdì 17 luglio- le confessò, allontanandosi persino dalla sua scorta, di “aver visto la mafia in faccia” indagando sulla morte dell’amico e collega Giovanni Falcone. Borsellino sapeva che a Palermo era già arrivata la partita di tritolo destinata a lui».

Pistoia ha ospitato Agnese Piraino Leto il 14 febbraio 1998 in occasione dell’inaugurazione del giardino intitolato ai magistrati Falcone e Borsellino nel quartiere delle Fornaci.

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