Il Tirreno

Pistoia

«Ti curano, ma se conosci...» Asl: clamorosa denuncia

di Fabio Calamati
«Ti curano, ma se conosci...» Asl: clamorosa denuncia

Liste d’attesa lunghissime, fughe di pazienti, prenotazioni di visite bloccate: Le rivelazioni di Celesti (Pdl, ginecologa) e Lattari (Psl, medico di famiglia)

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Liste di attesa interminabili, appuntamenti per visite disponibili solo a distanza di un anno o addirittura inaccessibili, a meno di non essere pronti a metter mano al portafogli ed a pagare, almeno chi può. Spesso sono i comuni cittadini a lamentarsi in questi termini dell’efficienza della sanità pistoiese e di quella toscana in generale.

Ma ieri fatti e considerazioni identici sono venuti fuori in consiglio comunale, dagli interventi di medici professionisti che fanno anche i consiglieri comunali. E, per di più, di tendenze politiche opposte, a fugare i sospetti di strumentalità delle dichiarazioni.

Il primo caso l’ha descritto Anna Maria Celesti, capogruppo Pdl, di professione ginecologa. «A una signora con un caso di poliposi (sviluppo di escrescenze carnose all’interno del naso, ndr) era stato detto in ospedale di ritornare dopo due mesi per una visita – ha detto Celesti – e lei, chiamando la settimana scorsa, si è sentita rispondere che le visite erano sospese in attesa del trasferimento dal vecchio al nuovo ospedale (che sarà effettuato entro il 25 luglio, ndr). Alle liste di attesa lunghissime c’eravamo abituati, ma che addirittura si chiudano le liste di attesa, è inaccettabile».

Celesti aveva introdotto il tema della sanità come comunicazione all’inizio del consiglio comunale di ieri, chiedendo al sindaco (vedi articolo qui sotto) di fare il punto sulla vicenda della futura collocazione della centrale unica di area vasta del 118.

A Celesti ha fatto eco Paolo Lattari, medico condotto tra i più conosciuti della città, capogruppo di Pistoia Spirito Libero (Psl), gruppo che sostiene la giunta di Samuele Bertinelli. «Ormai – ha detto Lattari – il ricorrere alle amicizie è diventato un sistema stabile per ottenere prestazioni sanitarie. E certe volte non basta. Stamani ho visitato una persona anziana con un’ernia, che va operata. Per le vie amicali, ho verificato che c’era da attendere un anno e mezzo. Naturalmente, andando altrove, in 30 giorni si poteva fare. È l’ennesima dimostrazione che il modello di sanità toscano ha fallito. O meglio, hanno fallito i responsabili. Penso al presidente della Regione Rossi, che da assessore alla sanità lanciò le Società della salute, salvo fare poi marcia indietro, senza per questo dimettersi. La questione del 118 non è neanche il problema più importante, il problema più importante è che noi operatori del territorio siamo da tempo in una situazione di emergenza. Non siamo alla frutta, siamo alla canna del gas».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca