Il Tirreno

Pistoia

Ma resta la grana per l’acqua

Allarme per il rincaro della concessione sui pozzi: nella piana sono 28.800

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PISTOIA. Per una tassa che potrebbe sparire, una che potrebbe arrivare.

Si fa un gran parlare in questi giorni della possibilità che la Provincia di Pistoia aumenti la tassa di concessione demaniali sulle acque che vengono pompate dalla falda. Si parla di un 20% in più da applicare così, d’emblè, al solo fine di fare extragettito in questo momernto in cui mancano i soldi.

Ieri c’è stato l’attacco di Confidustria, che difendeva le attività artigianali e industriali.

Ora Vincenzo Tropeano a capo di Coldiretti sostiene che al di là della tassa della Provincia, il problema potrebbe arrivare dalla Regione.

«Oggi le aziende agricole pagano una tassa per superficie. Ovvero in base agli ettari si paga per emungere l’acqua dalla falda. Ma la Regione vuole arrivare ad avere un censimento completo e veritiero di quanto si pompa dalla falda. Così vuole arrivare a conoscere il numero completo dei pozzi. Da tenere presente che nella piazza pistoiese i pozzi attivi sono 28mila e 800. Ecco la Regione vorrebbe che per ogni singolo pozzo, gli agricoltori – a loro spese – piantassero dei contatori. Ma come è facile capire quesi contatori verrebbero letti dagli stessi coltivatori diretti. I quali poi dovrebbero comunicare il tutto alla Provincia. Insomma tanta spese e tanto lavoro per garantire cosa? Solo un maggiore gettito, senza niente in cambio. Da qui la protesta contro la Provincia che tenta di introdurre una nuova tassa per chi usa l’acqua».

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di Redazione Pisa