Il dolore
«Aboliremo l’Imu sui campi»
L’annuncio del neoministro Di Girolamo: niente imposta su terreni ed annessi agricoli
PISTOIA. L’Imu sta sul gozzo non solo ai proprietari di case, ma anche a tutti gli agricoltori.
E così come prima intervista da Ministro dell’Agricoltura (la seconda donna nella storia d’Italia dopo Adriano Poli Bortone), Nunzia Di Girolamo annunzia che vuole abolire l’imposta municipale sugli immobili per quanto riguarda l’agricoltura.
Come sanno tutti i coltivatori l’Imu si paga sia sui terreni, come per l’Ici, sia sugli immobili di pertinenza delle aziende agricole, qualsiasi essi siano. Sia che si tratti di stalle, di annessi per il rimessaggio di mezzi o di arnesi da lavoro.
Un autentico salasso per la nostra agricoltura in un momento in cui i redditi da attività agricola sono in calo, mentre contemporaneamente sta salendo la pressione fiscale.
Fra l’altro lo scorso anno le aziende agricole italiane arrivarono a versare più del gettito previsto dal governo Monti. Si trattava di 228 milioni di euro in più.
«Una cifra che il governo aveva promesso di restituire in qualche modo – ricorda Vincenzo Tropeano alla guida della Coldiretti della provincia di Pistoia - in realtà di quei soldi non si è saputo più niente. Nel frattempo il nuovo ministro ci viene a dire che potrebbe anche essere abolita l’Imu su tutto il comparto agricolo».
«L’Imu – è quanto ha dichiarato nella sua prima intervista la 37enne esponente del Pdl – rischia di distruggere l’intero settore agricolo. Va eliminata subito».
Riguardo al famoso surplus dello scorso anno per la Di Girolamo è un nodo che va risolto con il ministro dell’Economia».
Di certo sulla scia della sospensione della prima rata dlel’Imu sulla prima casa (l’appuntamento per il contribuente era il prossimo giugno), l’abolizione dell’Imu farebbe contento un intero settore.
«Diciamo che su realtà di attività intensiva come i vivai della piana di Pistoia – ricorda ancora il responsabile di Coldiretti – l’impatto della tassa è sempre forte, ma può non avere un aspetto micidiale. Ma se si va a prendere un terreno seminativo oppure a pascolo, dove a malapena si possono incassare 500 euro l’anno d’affitto, l’impatto dell’imposta è devastante. Di fatto si porta via tutto quello che è stato guadagnato. Speriamo che alle parole il nuovo ministro dell’agricoltura sappia rispondere con i fatti».
In questo momento l’intero comparso agricolo nazionale, in genere poco più di un milione di addetti, soffre di un calo dei fatturati che viaggia sul 7%.
I prezzi dei prodotti agricoli sono saliti del 6 per cento, ma i costi hanno visto un balzo in avanti del 4.
In pratica, secondo sempre l’Istat, ci sono in Italia aziende agricole , ben 13mila, che sul differenziale costi-ricavi sono ormai fuori mercato.
Eppure i soldi spesi per l’agricoltura dall’Unione Europea sono ancora al primo posto nel bilancio di Bruxelles.
Il 13 maggio nella capitale belga si discuterà come dividerà i 60 miliardi di euro che la commissione europea dovrà elargire ai paesi membri nel periodo 2014-2020.
Per l’Italia la fetta dovrebbe fermarsi a 6 miliardi di euro. Come è noto in questo settore, ovvero negli aiuti comunitari, a farla da padrone è la Germania seguita dalla solita Francia.
Quello che era il Giardino d’Europa, cioè l’Italia, non riesce a farsi rispettare neppure in Europa.
E così anche i controbuti rischiano di restare a paesi come la Germnaia che continuano ad inondare l’Italia del loro latte (fresco o ij polvere) sia per berlo crudo sia per prepararci formaggi e latticini.
A questo settore, che lo scorso anno ha versato 628 milioni di euro di tassa sugli immobili, lo stop all’Imu, almeno per la prima rata di giugno, potrebbe essere sicuramente una boccata d’ossigeno.
Vediamo se alle parole della Di Girolamo seguiranno anche i fatti.
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