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l’arci incontrerà il comune

Sportello stranieri chiuso per i tagli al bilancio

Sportello stranieri chiuso per i tagli al bilancio

AGLIANA. Lo sportello stranieri dell’Urp del Comune di Agliana è chiuso dal 1° aprile. La decisione, inclusa tra quelle comunicate nel corso dell’ultimo consiglio comunale, è stata presa nell’ambito...

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AGLIANA. Lo sportello stranieri dell’Urp del Comune di Agliana è chiuso dal 1° aprile. La decisione, inclusa tra quelle comunicate nel corso dell’ultimo consiglio comunale, è stata presa nell’ambito dei tagli inclusi nel bilancio preventivo 2013 che. Lo sportello, aperto ogni giovedì dalle 9 alle 12.30, era attivo dal 2007 e veniva mantenuto grazie alla convenzione stipulata dall’amministrazione con l’Arci provinciale per circa 5700 euro all’anno. Chi lo richiedeva otteneva gratuitamente servizio di consulenza e assistenza relativa al rilascio ed al rinnovo dei permessi di soggiorno, alla compilazione della modulistica, e a tutto quanto riguardava le norme di legge sull’immigrazione.

Enrico Giovannetti, operatore dello sportello e membro dell’Arci provinciale, ricorda come il giovedì mattina il lavoro procedesse con il ritmo di un appuntamento ogni mezzora, per un totale 6-8 pratiche. Gli utenti, appartenenti prevalentemente alle comunità albanese e marocchina, ottenevano, attraverso questo servizio, un supporto completo nella soluzione di questioni burocratiche che difficilmente avrebbero potuto affrontare senza un aiuto. Inoltre, in alcuni casi, l’operatore coordinava la propria attività con quella dei servizi sociali e delle associazioni presenti sul territorio, segnalando situazioni e necessità particolari. Attraverso il servizio venivano portate a termine la maggior parte delle pratiche, relegando ad una minima percentuale, dal 3 al 5%, i casi in cui si rendeva necessario, per l’utente, l’intervento di patronati o studi legali.

Sportelli analoghi restano ancora attivi a Quarrata e Pistoia. Nelle prossime settimane è previsto un incontro con il Comune per valutare la possibilità di mantenere il servizio. Le alternative, conclude, potrebbero essere quelle della ricerca di nuovi fondi o della richiesta di un contributo agli utenti.

Tommaso Artioli

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