Il Tirreno

Pistoia

Morti per amianto Sono 151 le famiglie risarcite dalla Breda

La Cgil: «L’accordo firmato nel 2000 sta funzionando» Il picco delle vertenze nel 2009, ora trattative per 10 casi

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PISTOIA. Centocinquantuno. È il numero dei casi seguiti dall’ufficio vertenze della Cgil dal 2000, anno in cui fu firmato l’accordo tra le tre maggiori organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e la Breda.

È il numero dei lavoratori morti per mesotelioma o forme tumorali riconducibili all’esposizione da amianto. I loro familiari hanno avuto dall’azienda un riconoscimento postumo del danno biologico subìto. In media sui 100mila euro. Alcuni un po’ meno, altri qualcosa in più. Il risarcimento è stabilito sulla base di parametri definiti inseriti nell’accordo.

Se sul versante penale la battaglia dei lavoratori della commissione amianto (presieduta da Marco Vettori) e del pm Jacqueline Magi è stata persa, sindacalmente alcuni risultati sono stati ottenuti. Mai abbastanza per guarire la ferita inflitta alle famiglie. E di chi in Breda ha lavorato per decenni, cercando di far emergere ad un certo l’evidenza: l’amianto stava uccidendo. «Ogni settimana ci ritroviamo ad un funerale». Questo raccontava Romano Pagliai parlando con gli ex colleghi. Venne preparata una lista di circa cento pensionati deceduti per tumori alle vie respiratorie, consegnata nelle mani di Marco Vettori, sindacalista Fiom. Iniziò la presa di coscienza, nacque la commissione amianto, di cui lo stesso Vettori venne eletto presidente. Si svelò il dramma di una popolazione malata: la popolazione Breda. Il centro oncologico di Firenze, contattato dalla commissione, confermò quanto temuto: se il mesotelioma ha un’incidenza di un caso ogni 100mila abitanti, in Breda il rapporto era di un caso ogni 200 persone.

Il tumore alla pleura è la diretta conseguenza, ma l’amianto provoca altre degenerazioni, come il tumore al polmone. «O quello alla laringe - spiega Luana Del Bino, dell’ufficio vertenze Cgil - I risarcimenti ottenuti - continua - riguardano sia il mesotelioma che le “malattie concausa”: tumore polmonare, faringe, laringe e parti molli. Gli accordi di risarcimento sono iniziati nel 2000. Abbiamo trattato 31 casi il primo anno e 120 nei 12 anni successivi».

Il sindacato è in trattativa aperta per altri 10 casi, di cui 2 mesoteliomi (uno riguarda un lavoratore vivente), un carcinoma alla laringe, un colangiocarcinoma, e un tumore polmonare.

«L’accordo fatto, e che ebbe a suo tempo il “beneplacito” del Comune si basa su alcuni punti cardine per il riconoscimento del danno biologico: il tipo di tumore (certo, concausa, incerto), l’età, il numero di familiari in generale e di quelli a carico al momento del decesso. È necessario fare causa entro 10 anni dalla scoperta del tumore, altrimenti si va in prescrizione. «Secondo il Cspo (Centro per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze) - spiega Del Bino - il picco di casi sarebbe stato nel 2012. In realtà, l’abbiamo avuto qualche anno prima, nel 2009. Ventiquattro casi. Lo scorso anno sono stati quattro. Ci auguriamo che il culmine sia passato. L’amianto blu, quello più micidiale, è stato spruzzato sino alla fine degli anni ’80».

Tiziana Gori

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