Il Tirreno

Pistoia

Mette in fuga i ladri di grondaie di rame

Sventato furto nella notte ai danni della sede Asl di via Goldoni grazie all’intervento di un cittadino

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PISTOIA. Stava dormendo quando, nel cuore della notte, è stato svegliato da una serie di forti colpi che provenivano dalla strada: si è affacciato alla finestra e ha scorto due ladri che, a suon di picconate, stavano cercando di smurare i sostegni delle grondaie di rame di un vicino edificio. Sventato furto attorno alle due e mezzo della nottata tra giovedì e ieri in via Goldoni.

Ad essere preso di mira è stato l’edificio dove si trova il distretto sanitario dell’Asl, all’angolo con viale Matteotti. A mettere in fuga i ladri, sembra due, è stato un residente della strada che si è affacciato e, scorgendoli, si è messo a gridare contro di loro per poi telefonare immediatamente ai carabinieri.

I due malviventi si sono dati ad una repentina fuga, abbandonando addirittura sul posto l’auto con cui erano arrivati per caricare la refurtiva. Probabilmente si tratta di una vettura rubata. Sul posto sono accorsi in pochi minuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Pistoia, ma i ladri si erano già dileguati nell’oscurità, però a mani vuote.

I militari del Norm hanno sequestrato l’auto dei malviventi, che sarà passata al setaccio in cerca di eventuali tracce. E non è escluso che le indagini immediatamente avviate possano portare a una rapida soluzione del caso.

Quella dei furti di rame è una piaga sempre più diffusa, non solo a Pistoia. Ad essere presi di mira nella nostra zona sono soprattutto i cimiteri, dove i ladri rubano, oltre alle grondaie, anche gli ornamenti funebri in rame, come vasi per i fiori e porta lumini. Ma oggetto delle attenzioni dei ladri di rame sono anche le case in costruzione, specialmente se in zone isolate, dove sono già stati installati grondaie e tubi di scarico e impianti elettrici: i cavi vengono sfilati e poi privati del rivestimento in gomma su dei falò improvvisati.

I razziatori rivendono l’“oro rosso” soprattutto ai commercianti di rottami, per 2-3 euro al chilo. Ma grandi quantità di rame rubato sarebbero acquistate direttamente anche da fonderie prive di scrupoli, dove cavi, grondaie ed ornamenti funebri, fusi in barre o in lingotti di metallo puro o di lega (in genere ottone), ormai non più riconoscibili e diventati prodotti metallurgici normali, vengono esportati verso la Cina con regolare bolla di accompagnamento. A quel punto il prezzo sui mercati paralleli può arrivare anche a 10-15 euro al chilo. Un mercato nero sempre più florido quello del rame, alimentato dalle quotazioni stellari raggiunte dal metallo negli ultimi mesi, che hanno raggiunto gli 8mila dollari la tonnellata. 

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di Redazione web