Sicurezza
Il Pd si guarda dentro Sette assemblee per parlare del futuro
Dura relazione del segretario Bruni all’Unione comunale «Troppi errori dopo il voto. Ora può accadere di tutto»
PISTOIA. Un fine settimana di confronto serrato, faccia a faccia, senza liturgie: è quello che aspetta il Pd di Pistoia tra stasera e domenica. Una riflessione collettiva, un po’ sfogatoio, un po’ autocoscienza, coinvolgendo tutti i circoli, ma soprattutto un tentativo – secondo gli organizzatori – di riavviare la discussione sul futuro del Pd e sul suo ruolo nel futuro del paese, dopo le devastanti settimane intercorse tra le elezioni e la designazione di Enrico Letta come premier.
L’iniziativa, del tutto inedita, partirà stasera al circolo Arci di Pontelungo, con un incontro al quale sono chiamati i circoli di Pistoia Ovest e Pontelungo. Presiederanno i segretari dei due circoli, parteciperà il sindaco Samuele Bertinelli.
Domenica, poi, si svolgeranno altre sei assemblee (vedi notizia a lato), alle quali prenderanno parte altri dirigenti ed eletti Pd.
Che la situazione sia del tutto eccezionale, dentro il Pd pistoiese come a livello nazionale, lo confermano tono e contenuti della relazione che il segretario comunale Paolo Bruni ha letto durante l’assemblea dell’Unione comunale, svoltasi il 30 aprile al circolo del Nespolo.
«Il nostro elettorato –ha detto subito Bruni – ma anche buona parte del gruppo dirigente, a cominciare dal sottoscritto, è disorientato e perplesso; talvolta anche arrabbiato e deluso».
L’esito finale delle elezioni, il governo Letta, a Bruni non piace. Certo, oggi non ci sono alternative, ma lo spazio per altre scelte – secondo il segretario – c’era stato. Il guaio è che nel tempo sono stati commessi ben cinque errori, il primo dei quali è stato appoggiare il governo Monti.
Gli altri? Una campagna elettorale sbagliata, l’accettazione di un “incarico trappola” per creare un governo partendo da numeri che non ci potevano essere, la candidatura di Marini a presidente della repubblica, la richiesta a Napolitano di tornare al Quirinale, sapendo che questi avrebbe chiesto un governo politico. E poi, in mezzo, gli errori con il Movimento 5 Stelle, in particolare la mancata candidatura di Rodotà.
A Bruni, nettamente schierato con Bersani e non dalle ultime primarie, deve esserecostato qualcosa pronunciare una requisitoria del genere. Ma sottolinea di trovarsi di fronte ad un partito terremotato. «Credo – dice –si sia in una situazione in cui tutto può accadere... per davvero». Come un disgregarsi del Pd in varie forze minori, o un assistere passivi. O, ancora, l’avvio di un confronto profondo, che sia capace di preparare «un nuovo inizio, una rinascita».
All’orizzonte c’è l’appuntamento congressuale. Ma le prime risposte potranno già venire dalle sette assemblee comunali.
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