Sicurezza
Sequestrati case e soldi a Giuliano Sichi
Ammanco in Comunità montana: scatta il provvedimento preventivo della Procura in vista di un eventuale risarcimento
PISTOIA. Sei appartamenti a Cutigliano, cinque conti correnti e un libretto di risparmio: è scattato ieri mattina il sequestro preventivo dei beni mobili e immobili di Giuliano Sichi, l’ex economo e responsabile del servizio finanziario della disciolta Comunità montana dell’Appennino pistoiese.
A disporlo, su richiesta della procura della Repubblica, il gip del tribunale di Pistoia, nell’ambito dell’inchiesta, ormai giunta al termine, sul famigerato ammanco milionario nelle casse del disciolto ente comunitario: il decreto del giudice per le indagini preliminari parla di almeno 1.143.957 euro sottratti nel decennio 2001-2011. Si tratta di un provvedimento cautelare in vista dei risarcimenti che scatterebbero in seguito all’eventuale condanna nei confronti del Sichi, indagato per peculato. In quel caso i beni e il denaro riconducibili alla proprietà dell’ex dirigente verrebbero confiscati.
Il sequestro dei beni di Giuliano Sichi (o nella sua disponibilità, in quanto intestati alla moglie o al figlio) , su ordine del pm titolare dell’inchiesta, Luigi Boccia, è stato eseguito ieri mattina dai finanzieri del comando provinciale, che negli ultimi due anni hanno portato avanti la complessa indagine sugli ammanchi. Gli approfonditi accertamenti si sono rilevati particolarmente complessi e hanno perciò richiesto molto tempo, anche perché dovevano far luce sia sulle modalità con cui è avvenuta la sottrazione dei fondi dalle casse della Comunità montana (per stabilirlo è stata disposta anche una perizia: artifizi contabili e falsi documentali di vario tipo); sia sulle incongruenze tra la disponibilità economica di Sichi negli anni in questione e il suo reddito ufficiale. Proprio scavando su quest’ultimo aspetto gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno potuto dedurre l’entità delle presunte appropriazioni: almeno 1.143mila euro. E’ risultata infatti una sproporzione assoluta tra quanto dichiarato dall’ex economo ai fini delle imposte sui reditti e i beni a lui appartenenti direttamente o indirettamente: i soli versamenti in contanti effettuati nel periodo sono risultati di gran lunga superiori ai redditi dichiarati, di per sé del tutto insufficienti a giustificare gli immobili e le somme di denaro posseduti.
La stessa sproporzione tra beni posseduti e redditi ufficiali potrà permettere, in caso di condanna, la confisca dei beni sequestrati preventivamente, così come stabilito dall’articolo 12 sexies della legge 306 del 1992. Dei sei appartamenti confiscati, di tre Sichi risulta proprietario di un terzo e di due in comproprietà con la moglie, mentre l’ultimo risulta intestato al figlio.
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