La manifestazione
Breda senza liquidità «È finanziata dai clienti»
Il lavoro va avanti ma a singhiozzo: quando arrivano i soldi delle commesse si compra il materiale. E così si è costretti a lavorare di straordinario anche il sabato
PISTOIA. Archiviato il 2012 con un passivo di 700 milioni di euro, AnsaldoBreda chiuderà ampiamente in rosso anche quello del 2013.
Si parla di 400 milioni di euro, che renderebbero difficile da raggiungere nel 2015 il pareggio dei conti annunciato dall’ad Maurizio Manfellotto poche settimane fa. «L’azienda - spiega Albano Tonioni, coordinatore delle Rsu - ci dice che sta andando avanti in autofinanziamento».
Un problema serio, evidenzia Tonioni. «Si aspetta - spiega Tonioni - di finire una cassa Vivalto o Stabler (due delle tre commesse su cui sta lavorando AnsaldoBreda)per riscuotere e avere la liquidità necessaria ad approntare le linee. Ma questo crea dei blocchi alle officine, per non parlare dei rischi nel caso il pagamento non sia immediato».
Per velocizzare le consegne l’azienda di via Ciliegiole ha ripreso a impiegare un numero alto - molto alto - di lavoratori al sabato. Una scelta che, con il passare delle settimane, non è stata più vista di buon occhio dai sindacati. La concorrente Alstom, che si è aggiudicata la commessa per 70 treni Coradia Meridian destinati al trasporto regionale, prevede di assumere 300 lavoratori. A tempo determinato, ma sempre di nuovi posti si tratta. Per AnsaldoBreda la questione è diversa. La dirigenza parla di “saturazione” del personale. Ma chiede da diversi mesi a 120 lavoratori (sugli 800 totali) di tornare ogni sabato in via Ciliegiole.«Gli abbiamo detto che non ci va più bene - afferma Tonioni - Il lavoro c’è, non scorre come dovrebbe. Abbiamo difficoltà con gli approvvigionamenti dai fornitori, che vengono pagati ad un anno dalla consegna dei materiali. E problemi di liquidità, per cui si aspetta la riscossione della commessa per approntare le linee». Nei due anni di cassa integrazione la priorità di AnsaldoBreda era stata tenere bassi gli straordinari. «Secondo i loro calcoli come ore di lavoro extra siamo più bassi rispetto al periodo antecedente la cassa integrazione. In pratica lo straordinario sarebbe concentrato al sabato, l’unico giorno che l’Rsu possiamo controllare, e più basso negli altri giorni». Sono state chieste nuove assunzioni? «Rivendichiamo da tempo nuovi investimenti - risponde Paolo Mattii, segretario Fiom Cgil - sia sul personale che sulle infrastrutture. L’azienda sta cercando di riportare a Pistoia più lavoro possibile, e in base all’accordo nazionale firmato il 4 marzo 2010 chiedevamo un reintegro congruo del personale che esce dallo stabilimento. Ci viene risposto che le commesse attuali non necessitano di reintegro di personale. La commessa Vivalto (per le Ferrovie), è stata riportata temporaneamente a Pistoia perché le ditte esterne che l’avevano in gestione stanno chiudendo. La commessa Stabler (per la Regione Emilia Romagna)è in compartecipazione con un’azienda svizzera. Con entrambe arriviamo a completare tutto il 2013, mentre l’Et3 1000 ci dà una copertura più lunga, ma è legato alla fornitura di materiali». «C’è una cattiva organizzazione del lavoro - sostiene Mattii - Gli straordinari sono previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro. Il problema è che l’azienda usa questo strumento per uscire dalla disorganizzazione interna. Ha bisogno di rispettare delle scadenze - dopo lunghi tempi di attesa per la consegna dei materiali da parte dei fornitori - e chiede straordinari».
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