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Pistoia

Importazioni crollate e prezzi in ascesa con la legge salva-olio

Importazioni crollate e prezzi in ascesa con la legge salva-olio

Grazie alle sanzioni contro gli extravergini tarocchi i consumatori stanno riscoprendo la produzione locale

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PISTOIA. Stop all’olio taroccato, al falso extra-vergine con dicitura illeggibile posta sul retro delle etichette. La legge salva-olio approvata a febbraio, in soli due mesi ha prodotto risultati stupefacenti. Secondo Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia, le importazioni di olio sono calate del 20% e i prezzi all’origine (per i produttori, quindi senza effetti sul consumatore finale) sono aumentati del 30%. «Due indizi del fatto che molti grossi produttori hanno iniziato a comprare più olive ed olio realmente italiani, rispetto a prima, per non essere smascherati» dice Tropiano. A ringraziare sono anche i 7.500 ettari di uliveti attivi nella provincia di Pistoia, circa l'8% del territorio provinciale. « Due indizi del fatto che molti grossi produttori hanno iniziato a comprare più olive ed olio realmente italiani, rispetto a prima, per non essere smascherati» dice Tropiano. È di questi giorni la notizia di un’importante operazione della Forestale e un’altro maxi-sequestro era stato condotto in porto dalla Guardia di finanza nello scorso febbraio. «Pistoia è una provincia dove l'olivicoltura è radicata – prosegue il direttore Coldiretti – un fattore economico, ambientale e sociale. Coldiretti si fortemente battuta a livello nazionale e locale perché sia data la possibilità alle imprese (e a chi riesce a mantenere attivi gli uliveti) di sopravvivere e svilupparsi, limitando frodi ed inganni: nelle bottiglie di extravergine toscano ci deve essere soltanto liquido prodotto da olive toscane». Una battaglia decennale che ha portato all’approvazione della legge salva-olio, avvenuta peraltro in un periodo di stallo governativo e legislativo. La nuova legge, entrata in vigore da poche settimane, prevede tante cose: dall'introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento, all'importante riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo che consentano di smascherare i furbetti dell'extravergine; dalla fissazione di sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi, all'estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull'origine; dall'introduzione di sanzioni aggiuntive come l'interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, al rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni, fino al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali. «Soprattutto cambia il sistema sanzionatorio – spiega Tropiano – perché fino ad oggi si potevano commercializzare degli oli d’oliva facendoli passare per extravergini e non erano tali. E non esisteva una normativa certa e univoca tale da poter smacherare la frode senza ombra di dubbio. Il problema è che il mercato dell'olio in Italia è molto ghiotto per gli affari loschi, anche oli che non sono extravergini vengono deodorati con sistemi chimici di raffinazione. Sembra che l'olio raffinato sia buono, ma in realtà è soggetto a un processo chimico, a scadimento della qualità». Il sistema utilizzano per provare se un olio è extravergine e di qualità, si chiama panel-test, viene effettuato da esperti assaggiatori e diventa vincolante in sede di giudizio.

Francesco Albonetti

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