Il Tirreno

Pistoia

Farcom, i buoni pasto non tornano

di Corrado Benzio
Farcom, i buoni pasto non tornano

Continua la battaglia sui ticket: l’azienda non li restituisce, i sindacati disertano i vertici indetti dall’ad Simona Laing

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PISTOIA. Il braccio di ferro non tende a sciogliersi. Fra Simona Laing e i sindacati la battaglia continua. Una guerra ormai sorda. Venerdì scorso la amministratrice delegata delle farmacie comunali ha convocato sindacati e dipendenti per fare il punto sulle questioni in tavola, a partire dalla famosa vicenda dei buoni pasto.Quei buoni pasto che furono, più di un mese fa, al centro della diatriba fra sindacati e vertici dell’azienda. Di fatto Laing aveva tagliato la distribuzione indiscriminata di 20 ticket pasto al mese, a prescindere della presenza o meno in ufficio.

Questo taglio venne contestato dai sindacati. In pratica si davano i buoni pasto anche a chi era in ferie o in malattia. Il problema, per i sindacati, che non esisteva un atto o un accordo ufficiale per cui la direzione della Farcom, a suo tempo, aveva concesso quei 20 buoni al mese. Insomma, non si poteva neppure definire un benefit legato ad una contrattazione di secondo livello.Infatti alla fine i sindacati hanno dovuto convenire e scrivere che quei 20 ticket pasto era una sorta di regalia (atto unilaterale) da parte della vecchia direzione.

Insomma sul terreno ci sono molte questioni, ma al sindacato al momento non è interessato parlarne.«Alla riunione che avevo convocato per discutere dei problemi del personale _ conferma Laing _ c’erano solo 5 dipendenti e i sindacati hanno completamente disertato l’incontro».L’impressione è che al di là delle questioni contrattuali, a questo punto i sindacati confederali, soprattutto la Cgil, premano sulla politica per far fuori la Laing, renziana di ferro, quindi in un questo momento storico del Pd in una botte di ferro, ma anche al centro – come tutti i renziani – dell’offensiva dell’apparato del Pd che fa capo a coop, sindacati, centri studi, etc.

Intanto i buoni pasto non sono stati restituiti ai dipendenti, quindi disertare le riunioni non è stata – al momento – una buon soluzione.La Farcom del resto presenta un bilancio in attivo, almeno se si va a vedere i dati del 2012. Su un fatturato in calo per i notissimi motivi (la crisi non ha risparmiato nulla, nemmeno le medicine e i prodotti da banco) registra utili per 501mila euro. Un fatturato da 11 milioni e 800mila euro è un dato interessante. Certo a gonfiare gli utili – ci ha spiegato la stessa amministratrice c’è stata una posta straordinaria, ovvero un consistente rimborso Ires da parte delle Entrate.Ma intanto di fronte alla crisi, Farcom porta ai soci (in primis il Comune di Pistoia, poi Quarrata e altri enti locali della provincia), quasi un miliardo di vecchie lire di utile.La prossima mossa quale sarà. Da parte dei vertici delle farmacie continua la spendig review per contenere le troppe spese. Da questi controlli sarebbero usciti dati su sprechi a dir poco clamorosi, ma i vertici di Farcom non vogliono confermare questa voce, molto attendibile. Staremo a vedere se sapranno i sindacati rivelare le cose che non vanno nella gestione delle farmacie comunali di Pistoia.

Intanto per i dipendenti si preannuncia un rinnovo di contratto decisamente ricco. Con una una tantuma da 900 euro per il periodo di vacanza del nuovo contratto, più un consistente aumento mensile in busta paga.Resta aperto il nodo dei buoni pasti. Ma chissà che tutti alla fine non se ne facciano una ragione.

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