Attenzione
Tace anche il secondo arrestato
Omicidio Del Becaro, scena muta davanti al Gip per Bledar Haxhillari, considerato il basista
PISTOIA. Anche il secondo albanese arrestato per l’omicidio del parroco di Tizzana don Mario Del Becaro ha tenuto la bocca chiusa davanti al Gip. Bledar Haxhillari, 28 anni, abitante a Prato e considerato dagli inquirenti il basista e l’organizzatore della tragica rapina ai danni del sacerdote, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il suo avvocato difensore, Gabriele Terranova del foro di Prato, preferisce per il momento prendere tempo e studiare bene le carte in mano alla procura. Intanto anticipa che con ogni probabilità presenterà ricorso al tribunale del riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare eseguita martedì dai carabinieri.
A quattro giorni dall’arresto dei tre albanesi accusati di aver barbaramente ucciso don Mario Del Becaro il 28 dicembre scorso, nella canonica della parrocchia di Tizzana, quindi, il Gip Roberto Tredici non ha ricevuto risposte né da Bledar Haxhillari né, mercoledì scorso, dall’altro arrestato, Fation Kraja, il pasticcere di 27 anni residente a Montemurlo considerato dagli inquirenti uno degli autori materiali del delitto. L’altro sarebbe il fratello maggiore di Bledar, Gazmor Haxhillari, 35 anni, arrestato martedì in Albania, dove era fuggito già il 1° gennaio di quest’anno. Per lui i magistrati attendono l’estradizione. Che però, secondo le previsioni della procura, non dovrebbe arrivare se non tra alcuni giorni.
Fation Kraja, assistito dall’avvocato Marcello Montoro, era finito di fronte al Gip già il giorno dopo l’arresto ed era rimasto in silenzio. Ai carabinieri, il giorno prima, aveva invece fatto delle ammissioni sul suo ruolo nella rapina-omicidio del 28 dicembre.
Secondo la ricostruzione del procuratore Giuseppe Grieco, che ha diretto le indagini sull’omicidio del sacerdote, Bledar non avrebbe partecipato direttamente al delitto, ma avrebbe comunque avuto un ruolo centrale, quello di basista-organizzatore. Il giorno prima dell’omicidio, il 27 dicembre, è lui infatti a recarsi nella canonica di Tizzana, dove rimane per diverse ore insieme a don Mario. I colloqui tra i due sono registrati dalle microspie installate dai carabinieri e l’ascolto delle registrazioni, secondo gli inquirenti, è eloquente. In sostanza, Bledar cerca di entrare in confidenza con il sacerdote, assecondandone le tendenze omosessuali. Gli chiede ripetutamente dei soldi, ma soprattutto lo segue quando don Mario Del Becaro ripone in una cassaforte della casa alcune somme di denaro. La stessa voce di Bledar è catturata dalle microspie anche il giorno dopo. Secondo gli inquirenti l’albanese è tornato a Tizzana per distrarre il parroco e far entrare in canonica i suoi due complici, il fratello Gazmor e Fation Kraja, che – una volta rimasto solo il sacerdote – lo aggrediranno selvaggiamente, lasciandolo agonizzante mentre cercano inutilmente del denaro nelle casseforti. Bledar, a differenza del fratello, non è fuggito dopo l’omicidio. Ma non sapeva che le microspie avrebbero registrato la sua voce in casa poche ore prima dell’omicidio.
Fabio Calamati
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