Sicurezza
Mai pagata quella «giornata di prova»
Appello di una ragazza lavoratrice: dobbiamo far rispettare i nostri diritti, non ha senso lavorare 8 ore senza ricevere nulla
PISTOIA. Chiamano i ragazzi per la prova. Ma quella prova si trasforma in un giorno vero di lavoro. E alla fine arrivederci e grazie. la persona in questione non solo non viene assunta,
ma non viene neppure pagata per quella giornata di lavoro.
La denuncia arriva al nostro giornale da una ragazza pistoiese che chiameremo Sara. Un nome di fantasia perchè lei teme ricatti.
I fatti sono semplici. «Sono tempi difficili e tutti ci adattiamo a tutto – premette – ma non è detto che per questo motivo bisogna passare sopra a tutto. Io ho fatto la prova come cameriera in un locale di Pistoia. Ho già abbastanza esperienza nel settore dei pubblici esercizi, sarebbe bastata un’ora per capire che il mestiere lo sapevo fare. E invece hanno voluto tenermi lì per tutta la giornata. Alla fine, arrivederci e grazie. Non mi hanno pagato, ma non solo. Non si sono più fatti vivi per dirmi se andavo bene o meno».
Sara racconta una particolare. «Quello stesso locale sono ormai due mesi che prende ragazze in prova, senza trovare quella adatta. Non vorrei che questo fosse un sistema furbo per avere sempre gente disponibile a lavorare gratis».
Sara si è poi presentata all’Ufficio provinciale del lavoro e poi ai sindacati.
«Volevo capire se il giorno di prova fosse normale non pagare i lavoratore. Mi hanno tutti spiegato che il lavoratore, anche se solo in prova va regolarmente registrato. Ed in caso di ispezione dell’Ispettorato del Lavoro, il datore rischia grosso: prova o meno, chi è al lavoro va regolarmente retribuito».
Sara lancia un appello. «Invito tutte le persone che come noi, sono state vittime di questa presa di giro, di recarsi presso le aziende ed esigere la retribuzione di quella/e giornata/e, anche se è già trascorso del tempo.
«Le aziende non potranno assolutamente rifiutarsi di pagare, perché sono molto bene e conoscenza, che sono fuori regola. E’ davvero vergognoso, sapere – racconta ancora Sara – che si permette di trattare le persone in questa maniera, approfittandosi della crisi di lavoro che il nostro Paese sta attraversando in questo momento e giocando con la dignità e la speranza della gente che cerca lavoro. Conosco aziende/locali ecc., che con la famosa prova, ogni giorno, hanno lavoratori e non pagano e non comunicano a niente ce nessuno, andando così avanti per mesi, senza mai assumere nessuno. Nastro malgrado, abbiamo avuto il coraggio di andare a richiedere la retribuzione di questa giornata e ce l’hanno retribuita senza esitare (per paura dei controlli da parte dell’ispettorato del lavoro
Certo la richiesta della retribuzione qualche cosa è costata.
«Non ci hanno assolutamente ricontattati per lavorare il quei posti – ammette Sara nella sua lettera, ma credo che la nostra dignità ed il nostro rispetto, valgano molto di più; credo inoltre che se tutti insieme ci ribelliamo e facciamo valere quelli che sono i nostri diritti, queste persone, smetteranno di prenderci in gira e di agire con superiorità, giocando con i nostri valori».
Ricordiamo che Sara per avere quello che le spettava si è rivolta anche al sindacato.
Ma alla fine, per recuperare quei soldi (di una semplice giornata di lavoro) si è dovuta presentare di persona in questo locale per ottenere i soldi dovuti.
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