Attenzione
Il Comune di Cutigliano dimezza i debiti
In quattro anni il disavanzo è passato da 370 a 172mila euro. Gonfiantini: «Un minuzioso lavoro di tagli alle spese»
CUTIGLIANO. Nel 2009 una classifica stilata dal quotidiano Repubblica aveva definito Cutigliano il 3° comune più indebitato d’Italia. L’eventuale svolta definitiva dovrà attendere ancora un anno, ma già adesso i dati del rendiconto 2012, approvato mercoledì in consiglio comunale, preannunciano liete novità: non solo il disavanzo di amministrazione risulta più che dimezzato ma, se tutto andrà liscio, nel 2013 il bilancio potrebbe dirsi risanato. Una bella soddisfazione per l’amministrazione guidata da Carluccio Ceccarelli, da 4 anni alle prese con i richiami delle Corte dei Conti ed un minuzioso lavoro di tagli alle spese e ricerca di nuove risorse. «Sin dall’inizio – spiega l’assessore al bilancio Antonio Fausto Gonfiantini – primo obiettivo di questa amministrazione è stato risanare il bilancio pur erogando i servizi necessari ai cittadini. Poco prima delle elezioni comunali 2009, il precedente sindaco affermò che il comune non aveva nemmeno i soldi per cambiare una lampadina. Nel 2008 siamo partiti da un disavanzo di amministrazione molto elevato: 172mila euro che sale addirittura a 370mila se decurtato degli oneri di urbanizzazione. C’era poi tutta una serie di debiti fuori bilancio che abbiamo deciso di riconoscere per dare una ripulitura ai conti (50mila solo nel 2010). 74mila euro di disavanzo di amministrazione 2012 sono dunque un buon risultato, conseguito presentando bilanci sempre veritieri, senza ricorrere ad alienazioni e senza mai accendere mutui per non aggravare l’indebitamento di questo Comune». Fra i principali interventi realizzati sul territorio nel mandato Ceccarelli, si è ricordato il rifacimento della palestra comunale e degli spogliatoi del tennis, il potenziamento della pista da fondo, la messa in sicurezza delle piste della Doganaccia e del campeggio le Betulle, gli sforzi per mantenere aperta la Piscina Coccinella. Quanto al bilancio, per la prima volta dal 2008 la differenza fra parte corrente e quote capitale dei mutui è positiva e, anche se la crisi ha ridotto in maniera drastica gli oneri di urbanizzazione (da 50.900 euro del 2011 a 14mila nel 2012), si è riusciti a chiudere la gestione 2012 in attivo (+97mila euro). Se l’esercizio 2013 si chiuderà allo stesso modo, con ogni probabilità il Comune riuscirà a coprire e entro un anno tutto il disavanzo di amministrazione. Miglioramenti anche sulle spese del personale, punto critico spesso additato dalla Corte dei Conti, compresse di ulteriori 10mila euro in un anno ( 901.726 euro), confermando il trend al ribasso innescato dal 2008 quando ammontavano ad 1 milione e 10mila euro. Aumentate le entrate tributarie sia a titolo di Imu (+346mila euro) che di Irpef (+50mila euro), mentre dalla Regione sono arrivati contributi per 620mila euro a seguito dei danni alluvionali del novembre 2012 più altri 120mila euro per la redazione del piano strutturale. Approvata infine la nuova Tares con aliquota di legge dello 0,30%.
«Questi risultati non sarebbero stati possibili senza alcuni sacrifici richiesti ai cittadini – prosegue Gonfiantini – credo però che faccia più piacere avere un bilancio sano piuttosto che maggiori servizi in un comune sull’orlo del dissesto». Resta preoccupante la mancanza di liquidità causata da alcune riscossioni difficili, in primis il maxi-credito di 700mila euro nei confronti di Gaia spa ed i 90mila euro di canoni Bim che il Comune ha diritto di vedersi rimborsare dalla Provincia e per il cui totale recupero il consigliere di minoranza Graziano Nesti ha sottolineato la necessità di attivare una battaglia.
Elisa Valentini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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