Sicurezza
Va in scena il funerale della scuola
Riuscito “flash mob” degli studenti al liceo classico per protestare contro le condizioni dell’edificio di corso Gramsci
PISTOIA. Un funerale con tanto di bara (di cartone) e vesti a lutto: questo il tema del “flash mob” (una forma di protesta che prevede una manifestazione in uno spazio pubblico) organizzato ieri mattina all’orario di ingresso a scuola dagli studenti del liceo classico - pedagogico Forteguerri.
Una manifestazione per denunciare le attuali condizioni di sicurezza strutturale dell’edificio che li ospita, che ha raccolto l’adesione di molti studenti dell’istituto superiore di corso Gramsci.
Nei giorni scorsi, infatti, erano caduti alcuni calcinacci e parti di intonaco nella parte interna dell’istituto, dove è ospitato il liceo Pedagogico, in particolare nella zona delle scale.
«La bara di cartone si proponeva di rappresentare uno studente rimasto ucciso sotto le macerie o la morte della scuola italiana in generale – spiega la combattiva e determinata rappresentante degli studenti del Forteguerri, Veronica Rivetti – l’intervento di ripristino già effettuato dalla Provincia può aver risolto il problema nella parte delle scale ma non può essere sufficiente in una struttura così antica, che necessiterebbe di una ristrutturazione integrale».
«La nostra protesta non è rivolta al preside o ai docenti, che ci seguono molto – continua Rivetti – bensì al Ministero della pubblica istruzione ed al governo nazionale. Nella scuola esistiamo anche noi studenti ed abbiamo bisogno di aiuto perché abbiamo molta paura riguardo a ciò che potrebbe accadere, la questione della sicurezza scolastica tocca chiunque».
«Non basta risolvere “a tampone” la situazione alle scale del Forteguerri – le fa eco un altro studente, Damiano Nesi – il problema è complessivo, ci risulta che problemi simili ci siano agli Istituti “Filippo Pacini” e “Luigi Einaudi”».
Gli studenti del Forteguerri, infatti, hanno già avviato contatti dall’autunno scorso con i rappresentanti delle altre scuole pistoiesi, ritrovandosi per discutere di come affrontare uniti la questione. Da qui è nata l’idea di effettuare una raccolta fotografica sui problemi strutturali delle scuole di Pistoia, tuttora in corso ma che sarà pronta entro il prossimo mese di giugno, per poi essere consegnata in Provincia ed al Ministero, con allegata eventualmente una raccolta di firme per sollecitare gli interventi.
«La nostra protesta non vuole limitarsi a questi giorni o solo al nostro istituto – dichiara infatti Pier Giovanni Corcio, sempre studente del Forteguerri – vogliamo scrivere una lettera al ministro della pubblica istruzione, con tanto di raccolta firme, perché del problema dell’edilizia scolastica se ne deve occupare la politica nazionale con la “P” maiuscola, ovvero il Ministero, e lo deve fare celermente, perché in certe situazioni la Provincia non può intervenire, anche se dispone già delle risorse necessarie, in quanto necessita preventivamente di autorizzazioni da Roma che spesso invece hanno tempi biblici».
In progetto anche una raccolta firme in città, rivolta alla cittadinanza in generale.
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