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«Chi sbaglia paghi ma non date contro a una comunità»

PISTOIA. Come può una comunità evitare che dentro di sé germogli “la mala pianta” del razzismo di fronte a episodi di cronaca nera che vedono protagonisti immigrati? E come possono i giornalisti...

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PISTOIA. Come può una comunità evitare che dentro di sé germogli “la mala pianta” del razzismo di fronte a episodi di cronaca nera che vedono protagonisti immigrati? E come possono i giornalisti rapportarsi agli eventi, con quello che è il loro mezzo - la scrittura - e il loro fine - raccontare i fatti - evitando il rischio del pregiudizio inconsapevole? Lo abbiamo chiesto ad Aferdite Shani, collaboratrice di Albanianews, presidente di Icse & Co.

(International center for southern Europe), tesoriere di Assoalbania Pistoia. E a Federico Tasselli, presidente provinciale dell’Arci.

«Sui fatti di cronaca non possiamo obbiettare. Quello che vorremmo dalla stampa è che non aggravi dei pregiudizi che già esistono. Vorremmo che non si scrivesse “albanese arrestato”. Vengono arrestati albanesi, italiani, rumeni... Non c’è bisogno di dare “etichette”. I pregiudizi vengono tutte le volte rafforzati». A fronte di una popolazione albanese nella sola provincia di Pistoia che ormai tocca quota 11mila persone: «Che lavorano e hanno un vissuto diverso. Le storie positive non fanno notizia, ma in Assoalbania non sono pochi gli imprenditori albanesi che danno lavoro agli italiani».

Non essere guardata con sospetto. È il desiderio di Aferdite Shani quando dice che è italo-albanese. Lei che ha studiato relazioni industriali all’università di Firenze, parla 5 lingue, ed è da anni impegnata nell’integrazione degli albanesi in Italia. «Vedo che il pregiudizio è meno pesante rispetto a qualche anno fa . I pistoiesi hanno chiara la situazione: tutti i giorni lavorano e convivono fianco a fianco con noi. Le paure diventano meno forti. Non capiscono il bagaglio culturale, gli aspetti, anche folcloristici, che danno valore aggiunto a una comunità, e per questo organizziamo iniziative insieme all’Arci».

«L’Arci - afferma Tasselli - lavora per abbattendo le barriere. La nostra accoglienza degli immigrati è laica nell’approccio, non vuole fare elemosina o carità. Cerchiamo di emancipare chi viene da noi. A questo servono lo sportello migranti e i corsi di lingua italiana. E le iniziative che vogliono portarci a scambiare conoscenze sulle rispettive culture. Ma chi sbaglia - conclude - deve pagare. Che sia italiano o straniero».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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