Il Tirreno

Pistoia

La drammatica storia con il giovane nomade

di Corrado Benzio
La drammatica storia con il giovane nomade

Hening Lover, in carcere per l’estorsione al parroco di Tizzana ha riferito in tribunale della sua relazione omosessuale con don Mario

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PISTOIA. Alle tre di notte don Mario si alzava e andava al bancomat per ritirare i soldi che HeningLover gli chiedeva con insistenza.

«Quei soldi mi servivano per comprarmi la cocaina, oppure per andare al ristorante o al night, però da solo».

Lover, 24 anni, nomade di etnia sinti (ovvero italiano), residente nel campo Nomadi di Prato, era l’amante del parroco di Catena. Lo ha detto esplicitamente nel corso dell’udienza del 15 aprile scorso al processo che lo vedeva accusato di estorsione nei confronti di un prete ormai disperato.

Lover è stato arrestato 10 giorni prima dell’omicidio, quindi non ha niente a che fare con la notte di sangue.

«Vivevamo come marito e moglie» ha ripetuto di fronte al giudice, al pm Giuseppe Grieco, al suo avvocato Francesco Mandarano.Di fronte anche al fratello del parroco ucciso che era presente in aula per testimoniare. Un parroco che pagava un ragazzo nomade per avere in cambio prestazioni sessuali. Un parroco che ha pagato con la vita i suoi problemi con gli uomini e su chi deve calare il silenzio.Ma in paese a Catena, non tutti stanno zitti rispetto a chi doveva aiutare don Del Becaro e ha preferito non intervenire. Magari n maniera drastica se possibile. Ma qualcosa doveva essere fatto.

In canonica abitavano Lover, ma c’era anche Gianluca e anche l’«imbianchino», così lo ha ribattezzato la perpetua nella sua testimonianza.

Troppa gente in quella parrocchia, difficile definirla di periferia e neppure di campagna.

Troppi ragazzi che ufficialmente don Mario aiutava e proteggeva.

«Io non sono omosessuale – ha raccontato Lover in una testimonianza in tribunale straziante – ma ho fatto pratiche gay con don Mario».

Prima di lui la perpetua ricordava il 15 aprile scorso in tribunale che ogni volta che entrava in quella casa a fare pulizie: «Quel ragazzo dormiva. Dormiva sempre».

Eppure la coca fa tenere svegli. Ma forse la polvere gli serviva per andare al night, a cercare quelle donne che alla fine era proprio il parroco a pagare.

Tanti, tantissimi soldi e poi minacce, violenza. Alla fine don Del Becaro non ce l’ha fatta più e ha chiamato i carabinieri. L’Arma è arrivata e ha arrestato Lover. Era il 18 dicembre del 2012. Dieci giorni dopo, don Mario è stato trovato ucciso.

Ma quando il maresciallo ha parlato con Lover, sapeva già tutto quello che succedeva in quella canonica.

L’Arma nei secoli fedeli, certo. Ma almeno da due secoli, da quando è stata fondata, che sa tutto di quello che succede in un paese. Una volta c’erano tre autorità nei borghi: il maresciallo della Benemerita, il parroco ed il farmacista. Oggi è rimasto solo l’uomo con la fiamma sul cappello.

La testimonianza che Lover fa in tribunale dei suoi rapporti con don Mario è devastante, opprimente per chi l’ha ascoltata. Racconta di un mondo, il nostro, ormai andato in mille pezzi. Vengono in mente gli spot sull’8 per mille e la tragedia di questi parroci lasciati soli.

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