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Flash mob al liceo: «La nostra scuola cade a pezzi»

Flash mob al liceo: «La nostra scuola cade a pezzi»

La protesta degli studenti del liceo classico pedagogico Forteguerri-Vannucci Abiti neri, occhiali da sole scuri e una bara di cartone: «Chiediamo attenzione»

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L’appuntamento era per le 7.45 nel cortile esterno della scuola (all’interno non è stato dato il permesso di manifestare). Gli studenti si sono presentati con indumenti neri e occhiali da sole scuri. Alcuni di loro avevano ritagliato una bara di cartone, dietro alla quale si sono mossi come in un corteo funebre. Il messaggio degli studenti del liceo classico Forteguerri è chiaro: «Non ci sentiamo sicuri - spiega una delle rappresentanti d’istituto, Veronica Rivetti - Ci sono infiltrazioni d’acqua dal tetto, la preside Belliti ha chiuso una parte delle scale interne (nella foto) perché si sono formate delle crepe su una volta e cadono calcinacci. Alcuni mesi fa è caduta una porta, una classe è rimasta senza porta per diversi giorni. L’ultima scossa di terremoto l’abbiamo sentita forte, abbiamo paura per le anostra incolumità nel caso ne venisse una più forte e fossimo tutti lì dentro».

L’edificio di corso Gramsci, sede del liceo classico pedagogico, risale al XV° secolo. La Provincia, ente competente per l’edilizia scolastica, ha ammesso che avrebbe bisogno di interventi strutturali importanti. Ma i soldi non ci sono. «Se verranno liberate a breve delle risorse, come sembra, la volta del liceo classico è uno primi lavori in agenda. Più di tanto però non possiamo fare», commentava l’assessore Mauro Mari.

E gli studenti non escludono di scrivere una lettera al Ministero dell’Istruzione.

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