Il Tirreno

Pistoia

Copit ora vende la sede per tappare i buchi

di Tiziana Gori
Copit ora vende la sede per tappare i buchi

A fine 2013 stimata una perdita di 1,4 milioni di euro, il doppio dello scorso anno Intanto il presidente annuncia l’addio anche al Consorzio toscano trasporti

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Con una perdita di 700mila euro nel bilancio 2012 e una perdita prevista di 1,4 milioni di euro nel bilancio 2013, il consiglio di amministrazione del Copit poteva pensare solo ad «un piano di guerra» - come lo definisce il neo presidente Antonio Di Zanni - per risalire la china. E il piano prevede il taglio del 30% dei costi operativi. Sono esclusi, spiega Di Zanni «i costi del personale, del carburante e gli ammortamenti».

«Il bilancio ancora più in rosso è imputabile alla perdita dei ricavi dagli enti pubblici: i corrispettivi del Tpl che dovrebbero essere riconosciuti al Copit per il servizio fornito. Il nuovo assessore regionale ai trasporti ha promesso che non dovrebbero esserci ulteriori riduzioni di risorse pubbliche. Ce lo auguriamo».

Costi tagliati. Drasticamente ridotta l’esternalizzazione della manutenzione del parco mezzi, così come la gestione degli pneumatici, dei ricambi, dei lubrificanti. L’azienda sta rinegoziando i contratti di telefonia mobile e fissa. «Deve essere bandita una gara europea per le assicurazioni, l’obiettivo è di limare i costi anche lì». Saranno ridotte anche le consulenze tecniche e legali.

Sede aziendale. Tutti gli immobili del Copit sono ipotecati. «Siamo indebitati e costretti a vendere la sede di via Filippo Pacini. Ne stiamo cercando una nuova». In via Pacini la sede Copit è in un edificio storico a tre piani, una nuova sede più piccola sarà comunque sufficiente e con la vendita si conta di ripianare un po’ di debiti.

Addio a Ctt Nord. L’assemblea dei soci si è riunita il 22 aprile e ha confermato quanto deliberato un anno fa: Copit non deve proseguire il processo di aggregazione in Ctt perché non «ci sono condizioni di pari opportunità». I 15 Comuni della provincia in cui opera il servizio pubblico (che hanno una quota del 70% in Copit) e la stessa Ctt (che ha una quota del 30%) hanno dato parere favorevole. «Non conferiamo né mezzi, né personale o patrimonio in Ctt - conferma Di Zanni - mentre abbiamo chiesto al consiglio d’amministrazione di avviare un percorso di verifica tecnica per una “separazione consensuale”. Il contratto di service con Ctt è scaduto il 31 dicembre, abbiamo riportato in Copit i 9 dipendenti che vi lavoravano e Ctt ha spostato la sede a Pisa». In via Macallè è rimasto solo il Ced e l’information tecnology. «Abbiamo in bilancio i costi dei 9 dipendenti,ma ci siamo liberati di quelli dell’affitto della sede (120mila euro l’anno, ndr)». Un affitto che, negli anni, aveva suscitato polemiche a non finire, essendo disponibile in via Pacini un piano vuoto.

Gara regionale trasporto pubblico. Nell’ottobre 2012 Copit ha partecipato alla manifestazione d’interesse all’interno del consorzio Mobit, in cui si sono riunite Ctt Nord, Bus Italia, Tm, Cap, Atm e Copit in vista del bando di gara emesso dalla Regione per l’affidamento nei prossimi 9 anni del trasporto pubblico in Toscana. Copit vi ha aderito da indipendente, con una quota del 3.5%.«Se dovessero essere riaperti i termini della gara manifesteremo interesse insieme a Mobit, e con Mobit parteciperemo alla gara. Ma sempre da indipendenti», conclude Di Zanni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa