Il Tirreno

Pistoia

I giudici bocciano il redditometro

di Corrado Benzio
I giudici bocciano il redditometro

Clamorosa sentenza della commissione tributaria di Pistoia che dà ragione al contribuente e torto alle Entrate

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PISTOIA. Gli avevano accertato un reddito presunto di 124 mila euro nel 2006 applicando il redittometro in vigore in quegli anni. Ma la Commissione tributaria provinciale di Pistoia con una sentenza innovativa ha bocciato l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Pistoia, riducendo la presunta evasione a poca cosa: 15mila euro circa.

La sentenza è del 16 aprile scorso ed è stata pubblicata con grande evidenza sul quotidiano finanziario Italia Oggi (gruppo Class). Con grande evidenza per un motivo. Perchè applica all’accertamento

dell’anno 2006 il redditometro attuale e non quello in vigore in quella stagione che viene considerato più pesante per il contribuente.

Il nuovo redditometro è stato emanato dal governo MOnti lo scorso 24 dicembre del 2012.

Per i giudici pesciatini, di fatto i contribuenti possono avvalersi, se è più favorevole a loro, del nuovo redditometro e non di quello in vigore all’epoca della denuncia dei redditi e quindi della presunta evasione fiscale.

«Si tratta di una sentenza assolutamente innovativa – scrive Italia Oggi nel pezzo firmato da Andrea Bongi – una delle prime del suo genere, che prende una posizione chiara su una delicata questione».

Tanto che nella sentenza numero 100/2/13 del 16 aprile, ovvero pochi giorni fa, i giudici della Commissione tributaria scrivono «le parti contribuenti possono contestare gli indici in argomento e nel caso di specie la Commissione valuta parzialmente fondato il ricorso».

E questo nonostante l’Agenzia delle Entrate, in sede romana, avesse negato l’utilizzo del nuovo redditometro su accertamenti precedenti. Ovvero aveva negato, con una circolare del 15 febbraio scorso (giusto due mesi prima della sentenza) che si potessero usare in senso retroattivo gli indici del redditometro prima del 2009.L’articolo di Italia Oggi entra anche nel merito di alcune scelte fatte dai giudici che hanno smontato la ricostruzione del reddito fatta dalla Entrate.

Ad esempio nel 2006 una autovettura comprata e immatricolata nel 1992 (ovvero 14 anni prima), veniva considerata dal Fisco come un peso reddituale di ben 31mila euro.

Ma i giudici tributari attaccano l’accertamento dichiarando illegittima la spalmatura «a ritroso sull’anno 2006 degli incrementi patrimoniali effettuati dal contribuente in epoca successiva a quella acertata».

Per la commissione tributaria quella dell’utilizzo retroattivo degli incrementi patrimoniali è «ipotesi priva di fondamento, in quanto l’anno in cui sarebbe stato incrementato il patrimonio, ovvero il 2009, non risulta in contenzioso per cui la parte non può e non deve difendersi in questa sede».

Un ultimo argomento che interessa tantissime persone, visto che andare a cavallo è diventato in questi anni di gran moda, è il mantenimento del cavallo.

Si sa che cavalli, barche, addirittura il possesso di aerei privati fa salire tantissimo il reddito presunto in caso di un accertamento di tipo sintetico.

Secondo i giudici della commissione provinciale tributaria di Pistoia –come riporta fedelmente Italia oggi – circa il mantenimento di cavalli alla luce delle memorie integrative pare plausibile il valore emergente anche dai nuovi criteri». Ovvero quello che emerge dal nuovo redditometro.

Così il mantenimento del cavallo posseduto in proprio dal contribuente può essere quantificato in una spesa di 5 euro al giorno.

Così alla fine di tutte queste considerazioni il contribuente pistoiese (di cui naturalmente il quotidiano milanese non fa il nome) si è visto ridursi clamorosamente l’accertamento.

Si è passati da quanto chiesto dall’Agenzia ce quantificava il reddito in 124 mila euro l’anno, alla cifra definita dalla commissione provinciale tributaria in meno di 15mila euro.Ora l’Agenzia delle Entrate può fare ricorso alla commissione regionale. E sarà sicuramente un’altra sentenza importante.

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