Il Tirreno

Pistoia

Meno vincoli, più qualità «Così ripartirà l’edilizia»

di Fabio Calamati
Meno vincoli, più qualità «Così ripartirà l’edilizia»

Il nuovo regolamento urbanistico punta soprattutto sul recupero dell’esistente Il piano comprende 1.312 alloggi, ma circa mille, eredità del Prg, sono già nati

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PISTOIA. La cosa più importante era approvarlo definitivamente, il regolamento urbanistico. Cosa che il consiglio comunale ha fatto mercoledì notte, ponendo fine ad una vicenda apertasi nel marzo 2010 .

Tra adozione e approvazione, cioè negli ultimi tre anni, l’edilizia è andata avanti con il freno tirato, non solo per la crisi. Ogni realizzazione doveva essere conforme sia al vecchio Prg sia al regolamento urbanistico adottato: un doppio obbligo che ha bloccato decine di progetti.Ora, invece, il regolamento urbanistico c’è. Per il sindaco (e assessore all’urbanistica) Samuele Bertinelli, possedere finalmente un progetto di città sarà comunque positivo, darà nuovi punti di riferimento e stimolerà l’attività edilizia. Non tanto nei numeri bruti, però: ad esempio il Ru appena approvato consente la costruzione di circa 300 alloggi in più rispetto agli attuali. Per essere più precisi, la previsione complessiva sarebbe di 1.312 alloggi, ma bisogna considerare che 1.000 sono già realizzati (o in via di realizzazione) in base alle previsioni del vecchio Prg e relative varianti. Ne rimangono appunto 312: di questi, 212 sono quelli previsti negli interventi Act e Atp (nel riquadro in questa pagina la collocazione, la cifra è comprensiva anche degli alloggi in area Misericordia), 25 sono alloggi di riserva e 75 quelli ottenibili dal recupero dell’edilizia rurale.

Tutto sommato, quindi, non si tratta di grandi numeri. No, l’impulso sarà soprattutto nel nome della qualità.

Gli edifici storici. Il primo nodo è quello degli edifici classificati come storici, cioè costruiti prima del 1953. Mentre la vecchia stesura si limitava a rendere molto difficile l’intervento su quelli più vecchi, l’attuale Ru prevede l’uso a tappeto dello strumento del “rilievo critico”: in sostanza si affida al progettista la verifica, in ogni edificio, dei caratteri fondamentali, che come tali non possono essere toccati. Il resto, se giustificato, si può cambiare. «Abbiamo fatto una scommessa per la qualità edilizia, dando fiducia alla città e ai professionisti» commenta Bertinelli «perché nulla come il progetto di restauro può garantire la qualità».

Il territorio agricolo. L’altro nodo era quello delle previsioni per l’agricoltura specializzata (vivaismo, specie la vasetteria). La nuova stesura del Ru garantisce più spazi, eliminando le aree della piana che venivano interdette (le cosiddette “stepping stones”), visto anche che il nuovo Piano di assetto idrogeologico bandisce l’impermeabilizzazione da vasti spazi della piana. Gli spazi in più sono localizzati verso Nespolo e Vinacciano e anche nella zona a sud della via Montalese, anche se con rilevanti vincoli. Barriera invalicale rimane invece il limitare della fascia collinare.

Il problema degli standard. Una delle questioni da cui era partito il Ru era la carenza di spazi verdi, per parcheggi e attezzature collettive. La soluzione individuata è stato l’utilizzo del nuovo (per Pistoia) strumento della “perequazione urbanistica” in tutte le zone dove sono ammessi interventi di riqualificazione (33 in tutto, vedi elenco). In pratica i vantaggi edificatori vengono “spalmati” anche sui proprietari degli spazi con destinazioni pubbliche o vincolate. Il problema è che questi calcoli verranno fatti sulle base di valori fondiari pre-crisi, quindi al momento poco attuali (e poco attraenti). In consiglio comunale molte voci dell’opposizione hanno insistito sulla scarsa realizzazibilità di questi interventi. «Il recupero di una quantità sufficiente di standard come verde o parcheggi è un problema centrale – spiega il sindaco – ma è un fatto che la crisi abbia inciso proprio in questi ultimi tre anni. Verificheremo in modo empirico di volta in volta. Un comparto dove interverremo sicuramente è il prolungamento di via Salvo D’Acquisto, che per noi è una priorità assoluta, per decongestionare viale Adua. Ma il disegno previsto è da rivedere, anche alla luce delle molte osservazioni ricevute. Agiremo con un piano attuativo, che introduce automaticamente una variante al Ru».

Il futuro. Bertinelli prevede l’avvio delle procedure per una variante generale al piano strutturale entro la fine dell’anno. Punti fondamentali: lo stop all’uso del territorio e il massimo spazio al riuso, il rilancio delle Mura verdi e una “terziarizzazione qualificata” della città.

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