Finanza
«Con la giunta Cormio è impossibile dialogare»
In un summit le minoranze di destra e sinistra lanciano accuse trasversali «Ci sentiamo annullati, non sono state formate neppure le commissioni»
MARCELLO. I tre consiglieri di minoranza del comune di San Marcello, si sono trovati allo stesso tavolo della sala Baccarini per commentare l’operato della giunta monocolore targata Partito Democratico, che governa dal maggio 2012, cioè da quasi un anno: Davide Luca Ferrari candidato a sindaco nella lista di sinistra “Bene Comune”, Silvio Gaggini, altro consigliere di minoranza della lista di espressione di centro destra “ Cambiare si può” e Giuseppe Montagna della lista civica “ Insieme per San Marcello”. A dire il vero è mancata la partecipazione dei cittadini, perché seduti ad ascoltare le tre minoranze vi erano circa 35-40 persone, forse troppo poche in relazione ai voti che i gruppi messi assieme hanno ottenuto nelle scorse elezioni amministrative. Come ha detto nel suo intervento Ferrari e ribadito anche dal Montagna, «se sommiamo i nostri voti arriviamo al 67%, a fronte di un Pd che governa col 34 scarso dei consensi». A parte questa lezione di matematica, il tema della lunga serata durata fino all’una di notte, è stato l’esame ai raggi x che i tre consiglieri, espressione politica diversa hanno voluto fare alla giunta e all’amministrazione guidata da Silvia Maria Cormio. Il primo a parlare è stato Silvio Gaggini: «lo dico con amarezza, ma in questo primo anno è successo veramente poco, se prima le cose andavano male ora vanno anche peggio. In un anno di monocolore Pd non sono mai state formate le commissioni politiche se non quella obbligatoria che è quella elettorale. Nella scorsa legislatura esisteva un contraddittorio, ora non abbiamo più nessuna notizia e nessun contatto con l’amministrazione. Avverto un clima ostile, un rapporto nervoso, mancano le idee di scelte a lungo raggio e poi ogni evento è vissuto come una sfida, come chiamare i vigili urbani per far togliere un manifesto in difesa dell’ospedale Pacini».
Meno duro, ma pungente, è stato l’intervento di Davide Ferrari consigliere di “Bene Comune”. «Voglio sottolineare il carattere innovativo di questa serata, mai nessuna minoranza è stata così unita e coesa, ci siamo riuniti tutti assieme perché vogliamo richiamare l’attenzione della cittadinanza, siamo disponibili a raccogliere proposte e farle anche alla giunta. Ma i rapporti sono diversi rispetto a quando io ero assessore, con le opposizioni avevamo un dialogo, ora non è facile anche perché siamo 3 contro 8. Stamani (giovedì) ero in Regione per peronare la causa del Comune Unico. Dobbiamo fare presto, arriverebbero in montagna in 10 anni oltre 11 milioni di euro. È paradossale che il sindaco si contraddica rispetto al suo programma elettorale dove la scelta era per il comune unico». Più pepato l’intervento di Giuseppe Montagna, consigliere di “Insieme per San Marcello”. «Stiamo fcendo i controllori dei protocolli del comune, qualcosa cerchiamo di smuovere, ma quando gli fai le domande in consiglio comunale non rispondono. In 21 anni e 10 da sindaco, non ho mai visto un consiglio come questo. Chi vince con il 33% non può annullare gli altri, Si devono affrontare in fretta temi come il gestore idrico Gaia che deve al Comune 1.800.000 eEuro al quale si deve chiedere istanza di fallimento, il bilancio in crisi con 770 mila Euro in meno di residui passivi, abbiamo oltre 5 milioni di mutui accesi, il progetto Motore che ha dei problemi economici, la farmacia, la mensa e i rifiuti, tutti temi a cui vogliano avere delle risposte».
Alessandro Sisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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