Sicurezza
Niente piste ciclabili: mancano i soldi
E la piscina di Vignole dove si sono spesi 200mila euro resterà incompiuta. I piani Piuss rischiano un clamoroso flop
QUARRATA. Quarrata a misura di bicicletta? Un miraggio. Le piste ciclabili che avrebbero dovuto collegare l’intera città entro il 2014 non saranno realizzate, almeno nei tempi stabiliti.
La seconda gara per affidare i lavori, dopo gli errori del passato su cui pesa una sentenza del Tar che ha annullato la prima aggiudicazione, era stata annunciata per questa primavera.
E invece salterà, a data da destinare.
«Non possiamo affidare i lavori perché non possiamo pagarli – spiega il sindaco Marco Mazzanti – siamo fermi: bloccati dal patto di stabilità e dal decreto dell’ultimo governo che ci obbliga a pagare gli interventi entro 30 giorni».
Il percorso ciclopedonale, cofinanziato dal Comune di Quarrata con 1 milione e 600 mila euro e dalla Regione Toscana con 2 milioni e 100 mila euro, adesso è appeso a un filo, così come il recupero dell’ultimo lotto di villa La Màgia, un altro intervento previsto nei “Piuss” (i piani integrati di sviluppo urbano sostenibile finanziati dalla Regione Toscana e dal Comune).
L’amministrazione doveva concludere la maggior parte delle opere dei Piuss entro il 2014.
Tra queste, ancora da realizzare, ci sono: la piscina «fantasma» di Vignole, l’asilo nido di via Lippi (i lavori, dopo lo stallo dei mesi scorsi, riprenderanno a settembre) e le piste ciclabili.
Impossibile, evidentemente, rispettare le scadenze, tanto che il Comune nelle scorse settimane avrebbe chiesto in Regione una proroga sui tempi. L’opposizione di Alessandro Cialdi, Udc, in passato aveva più volte espresso dubbi proprio sul rispetto della tempistica. La preoccupazione è che la Regione Toscana ritiri i finanziamenti e che il Comune di Quarrata si possa ritrovare con un indebitamento da 5 milioni di euro ( a tanto corrisponde l’impegno dell’amministrazione locale nei Piuss) e con una serie di opere a metà, o addirittura agli albori, destinate a restare tali.
LE PISTE CICLABILI Il Comune ha già finanziato un milione e 600 mila euro ma l’opera non è mai partita. «Stiamo decidendo sul da farsi – spiega Mazzanti – Il patto di stabilità mi impone un tetto di spesa da rispettare, quindi non posso mettere a gara i lavori perché poi non potrei pagarli, pur avendo i soldi in cassa. A aggravare il tutto, è arrivato anche il decreto dell’ultimo governo che ci impone il pagamento dei lavori a 30 giorni. Il responsabile della ragioneria, finché non c’è certezza massima sul rispetto dei pagamenti, non può firmare. Una postilla del decreto infatti, dice che se il Comune non paga, dovrà essere il tecnico che ha ordinato il lavoro a pagare il 9% dell’importo alla ditta costruttrice». LA PISCINA DI VIGNOLE Sulle vasche fantasma il Comune ha già sborsato 200 mila euro per la progettazione. Il cantiere però è deserto e dopo la rottura del contratto tra la Uisp, che avrebbe dovuto realizzare l’opera, e il Comune, manca l’ente costruttore.
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