Sicurezza
Discarica del Fagiolo Il giudice assolve Giusti
Il processo in cui era imputato aveva preso il via da un esposto dei residenti della zona per le polveri dovute all’area di stoccaggio della Solai Giusti
PISTOIA.
Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Franco Giusti tira un sospiro di sollievo. Almeno per una delle tre vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto (la più importante è quella degli appartamenti all’Elba, di cui si attende il nuovo esito in Cassazione) il responso del tribunale è stato a lui favorevole.
La vicenda è quella del deposito di materiali inerti al Fagiolo, che aveva visto alcuni residenti della zona presentare un esposto nel 2005 per la presenza di polveri dovute all’area di stoccaggio. I sigilli del Corpo Forestale erano scattati cinque anni fa. A finire sotto sequestro un cumulo di calcinacci e altri rifiuti inerti in uno dei depositi della Giusti per l’edilizia in via Fiorentina 89, al Fagiolo. Gestione di rifiuti non autorizzata, getto pericoloso di cose atte a molestare le persone e falsità ideologica in atto pubblico le imputazioni nel processo che aveva preso il via il 23 febbraio 2011 nei confronti di Franco Giusti.
All’epoca dei fatti Giusti era legale rappresentante della Solai Giusti Marcello srl e delegato alla gestione dell’impianto di recupero di calcinacci e altri residui di ristrutturazioni e scavi, compiuti soprattutto da ditte che acquistavano dalla Giusti i materiali per i propri lavori. La procura aveva configurato in tale accumulo di materiali uno stoccaggio irregolare di rifiuti inerti: pur in possesso dell’autorizzazione rilasciata dalla Provincia, il regolamento urbanistico non prevedeva in quella zona attività di quel tipo. Il reato di falsità contestato a Giusti derivava dalla comunicazione presentata nel 2007 per il rinnovo dell’iscrizione al Registro provinciale delle imprese che svolgono attività di recupero rifiuti «dichiarando di essere in regola con tutte le norme in materia urbanistica».
L’inchiesta, come detto, era nata in seguito all’esposto di alcuni abitanti nella zona del Fagiolo. Ma la polemica sulle attività svolte dalle ditte edili in quella zona del Fagiolo è antecedente, risale a quasi 30 anni fa: esposti, interpellanze e richieste si sono succeduti nei venti anni successivi fino al 2000, quando al Fagiolo arrivò la Solai Giusti, a cui nel 2004 un’ordinanza comunale intimò di eseguire alcuni interventi chiesti dall’autorità sanitaria. Poi l’esposto: chi abita nei pressi del deposito denunciava di ritrovarsi quotidianamente la casa piena di polvere. Sulla base dei presunti danni ambientali il giudice aveva accolto nel 2011 la richiesta di costituzione di parte civile di Legambiente Pistoia, in relazione al primo capo d’imputazione. Prescritti, nel frattempo, i primi due reati, Giusti doveva rispondere di falsità ideologica in atto pubblico. Ieri pomeriggio la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Pistoia, secondo il quale il fatto non sussiste.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google